Venezia, “basta chiese di famiglia: stop gestione familiare delle chiese di San Salvador e san Zulian”

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di Alessandro prof. dott. Tamborini
Plenipotenziario per il patrimonio storico-artistico-demo-etno-antropologico.
Docente di Scienze Religiose, Storia e Simbolismo dell’Arte Antica e Medievale

FORZA NUOVA
affiggendo uno striscione di “sollecito” sotto la sede del Patriarcato di Venezia, e in Piazza San Marco, intende denunciare la grave situazione in corso nelle chiese di San Zulian e San Salvador, rivolgendo appello a S.E. il Patriarca Francesco Moraglia affinchè si disponga a risolvere, infine, le gravi e scandalose situazioni occorse e in essere da decenni e relative al presbitero DON MASSIMILIANO D’ANTIGA e dei suoi familiari e seguaci.

Patriarcato di Venezia

DON MASSIMILIANO D’ANTIGA
un prete che si spaccia per parroco qual non è e che non viene mai nominato tale da ben tre patriarchi da oltre vent’anni! Perché ? Per poterlo subito sospendere quale “amministratore parrocchiale” poichè le gerarchie non si fidano di lui ? E per quali motivi? O ne sono succubi o complici?

D’ANTIGA : Da vent’anni i D’Antiga gestiscono familiarmente le chiese loro affidate. Don Massimiliano è noto per usare la religione a fine di lucro: affissioni avvenute in tutta la città di Venezia lo accusano di essere “cacciatore di eredità “; padre funge da sacrestano e dispone dunque di ogni controllo delle chiese; la sorella Emanuela gestisce le proprietà immobiliari della parrocchia e controlla i suoi volontari-sgherri pagandoli in nero insieme al fratello; la madre che sovrintende agli affari e che si rende protagonista di spedizioni minacciose contro coloro che “osano” nominarli!

OVUNQUE NOMINATO, DON MASSIMILIANO D’ANTIGA VIENE CACCIATO!
A MESTRE: dove, appena nominato sacerdote, starà ben poco per disaccordi col parroco e fedeli.
ISOLA di BURANO: Già nel 2000 Don Massimiliano fuggirà dai fedeli inferociti per aver diviso la comunità, poiché si mise contro il parroco per avere il controllo della parrocchia e delle offerte.( vedasi bollettino parrocchiale di Burano allegato)
TREPORTI: dove i D’Antiga sono originari e “tutt’oggi invisi e non amati” (articolo de La Nuova di Venezia) gestiranno la parrocchia per i propri affari, sottomettendo l’anziano parroco don Roberto B. ospitandolo, quali badanti, in casa loro. Don Giorgio Barzan che gli succederà, “osò “ denunciare gli ammanchi economici della parrocchia e sarà da loro perseguitato e anche, recentemente, “maledetto e spedito all’inferno” dalla madre di don Massimiliano in un video girato durante la sua incursione minacciosa in un bar a Cavallino-Treporti (articolo de IlGazzettino).

INDAGINI DELLA PROCURA E PROCESSI GIA’ IN CORSO a seguito delle numerose denunce presentate da vari soggetti a Venezia e a Cavallino-Treporti, con rinvio a giudizio dei D’Antiga.

PLURIME AGGRESSIONI AVVENUTE NELLA CHIESA DI SAN SALVADOR ad opera dei D’Antiga e loro seguaci con diversi reati.

PROFANAZIONI E MERCIMONIO nelle due chiese usate per gli affari di famiglia.

IMMENSO PATRIMONIO IMMOBILIARE: da umili origini i D’Antiga si arricchiscono allorchè don Massimiliano viene ordinato sacerdote.

IL PATRIARCA FRANCESCO MORAGLIA seppur informato da oltre quattro anni con segnalazioni e denunce, parimenti inviate all’autorità Giudiziaria, nulla fa, ritenendo solo “voci” quanto già invece oggetto di processi! Perché il Patriarca non dispone accertamenti a fronte di numerose segnalazioni di diversi fedeli e denunce di vari soggetti verso i quali Moraglia si ostina a negare colloqui? Perchè Moraglia non attua misure cautelative o provvede anche solo per una alternanza pastorale a trasferire il D’Antiga che da ben 17 anni anni gestisce con la famiglia la chiesa di San Zulian e poi S.Salvador ? E’ prassi pastorale che un sacerdote non venga mai nominato parroco e rimanga per 17 anni nella stessa chiesa facendo quel che vuole e suscitando il malcontento e lo sconcerto di altri presbiteri diocesani ben a conoscenza dei fatti e delle preferenze riservate al D’Antiga?

FORZA NUOVA

nel rimettere la fiducia nel Patriarca, nell’espletamento dei propri doveri quali Vescovo e Ordinario, sollecita Moraglia a dismettere la sua inerzia e, così come già indagano le Autorità competenti, anche con processi in corso che vedono imputati i D’Antiga, acclari infine i fatti o ne sarà responsabile quale superiore gerarchico insieme al suo vicario Angelo Pagan, come i fatti e “vox populi” e altri presbiteri già affermano: “lo proteggono perché Don Massimiliano D’Antiga porta introiti consistenti al patriarcato”. Può essere un Patriarca inficiato nella sua autorità e/o succube di un presbitero o di lui complice?

DON MASSIMILIANO MINACCIA: “Se le gerarchie osano toccarmi o trasferirmi, mi dimetto dal ministero sacerdotale”. E’ questa la sua vocazione religiosa? O quella invece di gestire i suoi immensi possedimenti immobiliari e le ricchezze accumulate da quando viene ordinato sacerdote? I fedeli lecitamente si chiedono: ricchezze acquisite con lo stipendio mensile da prete di poco più di mille euro? Don Massimiliano D’Antiga invece di rispondere minaccia e si erge sempre a “vittima”, altra sua notissima specialità. MINACCIA? SI SPRETI, SE NE VADA !

FORZA NUOVA
proseguirà a difendere i cittadini-fedeli dalle azioni dei D’Antiga e, in difetto di urgenti provvedimenti del Patriarcato, annuncia successive manifestazioni di protesta, sostenendo le numerose azioni di denuncia del proprio dirigente nazionale e plenipotenziario, anche rivolte al signor Nunzio Apostolico in Italia, già informato dei fatti e adito.

Se infatti le Autorità Italiane stanno tutelando e difendendo i cittadini e fedeli, indagando e accertando i fatti con processi già in corso che vedono i D’Antiga e i loro seguaci rinviati a giudizio,

la Chiesa-Vaticano parimenti intervenga e ponga fine al silenzio e alla protervia del suo rappresentante Francesco Moraglia e del di lui Vicario Angelo Pagan che da ben quattro anni non hanno mai risposto alle numerose segnalazioni-denunce-interpellanze a loro rivolte.

E’ certamente sorprendente che per le denunce presentate congiuntamente alla Procura di Venezia e al Patriarcato, l’ Autorità Giudiziaria abbia immediatamente provveduto ad accertare i fatti anche con processi in corso, mentre il Patriarca Francesco Moraglia, invece di circoscrivere le gravi azioni del suo presbitero don Massimiliano D’Antiga e dei suoi familiari, con la sua inerzia le ha di fatto amplificate e permesse, imponendo da anni situazioni deplorevoli e conseguenti danni ai fedeli e cittadini aggrediti, vessati e osteggiati dai D’Antiga,

e generando crescente scandalo nella Chiesa e nei fedeli per una indifferenza e una protervia che è moralmente, e ancor più cristianamente, esecrabile perché compiuta da un Patriarca, che si erge a “uomo di Dio”.

PATRIARCA FRANCESCO MORAGLIA:

BASTA INERZIA E ASSORDANTE SILENZIO !

GOVERNI INFINE LA DIOCESI E LA CHIESA VENEZIANA.

CHIESE DI SAN SALVADOR E SAN ZULIAN LIBERE!

FORZA NUOVA.

Venezia, 3 dicembre 2018

articoli pubblicati su vari siti giornalisti e social network:

https://www.ordinefuturo.it/

https://www.lavocedivenezia.it
seguono immagini fotografiche e documenti.

DECINE DI MANIFESTI AFFISSI SUI MURI DI VENEZIA in febbraio 2017 con accuse gravissime a Don Massimiliano D’Antiga.

Bollettino parrocchiale parrocchia di Burano anno 2000

 

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