Milano, le mani della mafia nigeriana sulla caserma Montello?

 

Video inchiesta di Claudio Bernieri – musica di Luciano D’Addetta

Dopo le polemiche di agosto, la caserma Montello è diventata, malgrado 6mila firme raccolte tra i residenti per dire no al campo profughi, un RESIDENCE per clandestini.
I finti profughi godono di assistenza linguistica, sanitaria e psicologica, pasti, beni, pulizia, programmi di integrazione ed erogazione del “pocket money” : ben 11 sono operatori al lavoro tra turni diurni e notturni.
Tutto per 729 mila euro più Iva da versare alle casse dei fratelli san Francesco, e questo per tre mesi. Poi si vedrà Ma il santo si rivolterà nella sua tomba ad Assisi.…

Il quartiere e la città intera sono invasi dagli afro accattoni , tutti nigeriani: molti soggiornano alla Montello.
Tutti hanno un cappello in mano e un telefono sempre acceso… segno che una organizzazione li controlla e li assiste. Ma non essendo quella degli adepti di san Francesco, ci chiediamo che nome abbia..
Pare sia la confraternita dell’Ascia Nera, violenta organizzazione mafiosa nigeriana presente a Torino, Brescia, Cremona, Palermo, con centrale operativa a Castelvolturno : i ricavati di prostituzione, spaccio al minuto di droga e elemosine vengono regolarmente inviati a Benin City per essere investiti in partite di droga all’ingrosso, armi e fondi immobiliari…
Anche molte donne nigeriane, schiave dei riti del vodoo, di solito costrette a prostituirsi, chiedono ormai l’elemosina per le strade di Milano… Ma nessuno indaga.

Ma intanto una notizia sconvolgente sta facendo il giro della città. È stato scoperto un tempio dell’ Ascia Nera, dove gli adepti nigeriani ricevono l’investitura da una misteriosa mamam che viene da Torino. La donna africana, vestita di rosso, celebra riti esoterici in uno stabile di proprietà del Comune, abbandonato all’incuria. Il Tempio, luogo di iniziazione al crimine , è la prova inquietante che la mafia nigeriana è arrivata a Milano ….e forse è all’interno della Montello
I residenti intorno alla Montello sono sconvolti…
Il Comitato Giù le mani dalla Montello ha così pensato di pedinare gli ospiti della caserma.. Eccone due sopra un tram.. Ecco un’alta coppia: escono a due a due alle 6 e 45… dove andranno a quest’ora? Sono spesati di tutto, a carico del contribuente. Perché uscire nel freddo del mattino?
Eccone altri due ad aspettare il tram numero 19: scendono al capolinea, salgono sul passante ferroviario, naturalmente senza mai pagare il biglietto, scendono infine alla stazione di piazza Repubblica: prendono la linea gialla…
Altri aspettano il bus numero 91… qui ne salgono altri…
Viaggiano per ore, su e già i mezzi pubblici, come per far perdere le tracce.. poi uno ad uno scendono, e si recano al
lavoro…
Ma quale lavoro?

Due nigeriani, seguiti dalle sentinelle della legalità del quartiere intorno alla Montello raggiungono infine due bar del centro.. ecco il primo, che chiede l’elemosina…
Finalmente si scopre che lavoro svolgono: sono operai del racket dell’elemosina.
Fanno parte della confraternita dell’Ascia Nera? …Uno dei due nigeriani conosce solo due parole di inglese, ed difficile intavolare una discussione, ma il ragazzo alla fine ammette di venire da viale Certosa: dove appunto sta la caserma rifugio.
Ma san Francesco cosa direbbe? Che cosa combinano i fratelli del suo ordine?
I rifugiati della Montello sono ormai in ogni strada di Milano…
Alla guida della “fondazione dei fratelli di san Francesco “ c’è frate Clemente Moriggi, finito un anno fa in una storiaccia di speculazioni finanziarie.
Il pio Moriggi è accusato di concorso in appropriazione indebita .
Moriggi si era messo nella mani di un faccendiere per gestire il tesoretto dell’ordine: quasi 50 milioni di euro raccolti grazie ai lasciti, testamenti e donazioni .Il faccendiere li aveva investiti in progetti di resort di lusso sparsi tra l’Africa e il Medio Oriente.
Per i poveri del fraticello , Moriggi è ovviamente un santo…
L’obiettivo del Moriggi era però molto poco francescano: ricavare il 13,5 per cento di interessi. La maxi-speculazione è stata scoperta da un nuovo amministratore dell’ordine..
L’inchiesta venne a galla nel novembre 2015 e si tinse di giallo: il broker faccendiere il giorno dopo venne trovato suicida nella sua villa a Lurago d’Eba nel Comasco.
L’indagine che porta agli affari spericolati di frate Moriggi è ancora in corso ma non ha impedito di affidare alla sua fondazione fondi del Ministero dell’Interno per l’emergenza immigrazione. Fondi pagati dal contribuente.
Ma le altre mafie staranno a guardare ? tollereranno l’impero milanese dell’Ascia Nera?