Mali: colpo di Stato militare, il premier agli arresti domiciliari

Amadou Sanogo

11 dic – Colpo di Stato in Mali, dove il primo ministro Cheick Modibo Diarra ha rassegnato oggi le dimissioni, poche ore dopo che si era sparsa la notizia del suo arresto ordinato dal leader dei militari maliani, il capitano Amadou Sanogo.

Secondo i seguaci di Sanogo, non si tratta di un colpo di Stato, ma le dimissioni del premier rischiano di far precipitare in un’altra crisi il Mali, che gia’ vede la presenza degli estremisti islamici che controllano meta’ del territorio.

Diarra, 60 anni, astrofisico ed ex presidente di Microsoft Africa, ha ringraziato i suoi sostenitori e ha espresso la speranza che il nuovo governo abbia successo. Il suo messaggio e’ stato pubblicato dopo che una fonte del suo staff aveva detto che all’ex premier erano stati imposti gli arresti domiciliari da una ventina di soldati inviati da Sanogo. In precedenza Diarra aveva cancellato un viaggio a Parigi per dei controlli medici, dopo aver scoperto che il suo bagaglio era stato rimosso dall’aereo.

Il presidente Dioncounda Traore deve ancora annunciare se accettare o no le dimissioni. Un membro della sua famiglia ha detto all’AFP che l’ormai ex primo ministro si trova a casa sua nella capitale. ”L’abitazione e’ circondata dai soldati e lui non e’ libero di muoversi”, ha raccontato il familiare.

A Bamako, negozi, banche e distributori di benzina sono aperti normalmente e non ci sono segni della presenza dei soldati per le strade, anche se alcuni palazzi pubblici sono stati messi sotto sorveglianza da parte della polizia paramilitare.

Sanogo, l’uomo che sarebbe dietro questo apparente colpo di Stato, era emerso dal nulla lo scorso 22 marzo, per guidare una giunta militare che aveva rimosso il presidente Amadou Toumani Toure poche settimane prima del voto che avrebbe segnato la fine del suo mandato. La mossa e’ stata giustificata come una rivolta delle forze militari, infuriate per il fatto che i separatisti Tuareg contro i quali combattono sono spesso meglio equipaggiati dei soldati maliani.

‘Da marzo in poi Sanogo e i suoi uomini sono stati implicati in una lunga serie di abusi”, ha raccontato la ricercatrice di Human Rights Watch, Corinne Dufka, parlando di sparizioni, torture, arresti arbitrari e minacce ai giornalisti.

Diarra era uno strenuo difensore della possibilita’ di far arrivare nel paese una forza di intervento militare straniera per fonteggiare i Tuareg, ormai alleati degli islamisti di Al-Qaeda, ma l’ipotesi era fortemente osteggiata da Sanogo.

Le nazioni dell’Africa occidentale stanno facendo pressione perche’ il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approvi l’intervento militare, con un piano sostenuto anche dalla Francia. Germania e Stati Uniti hanno offerto uomini per l’addestramento e supporto logistico.

L’Alto rappresentante per la politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha sollecitato la nomina ”consensuale” di un nuovo primo ministro e ha invitato l’esercito maliano a ”smettere di interferire nella vita politica”. (fonte AFP).

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