Fisco, Cia: l’Imu ‘gonfia’ le entrate e il Pil va a picco. Imprese soffocate

6 dic – ”Davanti ai dati che registrano un aumento delle entrate fiscali, grazie soprattutto all’Imu, non si puo’ certo gioire. Questa crescita puo’ soddisfare il governo che fa ‘cassa’, ma non l’economia reale, come l’agricoltura, che va sempre peggio.

Con un Pil che quest’anno, secondo le ultime stime, subira’ un taglio di oltre il 2,5 per cento e con una disoccupazione a livelli record, si sta creando un ‘mix’ estremamente pericoloso che rischia di esplodere in maniera dirompente. Con il risultato di vedere chiudere migliaia di aziende, anche nel settore agricolo”. E’ quanto afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, fortemente preoccupato per una situazione che sta precipitando ogni giorno di piu’.

”In varie occasioni – aggiunge Politi – abbiamo sostenuto che la linea di rigore in questo particolare frangente e’ opportuna. Questo, pero’, non vuole dire che le politiche vanno basate unicamente sui tagli e sull’inasprimento fiscale per imprese e famiglie. L’Imu si sta dimostrando un’imposizione gravosa e in moltissimi casi ingiusta. Un esempio su tutti: la tassazione di beni strumentali, quindi indispensabili per il lavoro, come i fabbricati rurali e i terreni agricoli”.

”Ecco perche’ chiediamo un cambiamento di marcia da parte del governo. Non si puo’ assistere passivamente – rimarca il presidente della Cia – ad un Pil in picchiata, ad un’occupazione che si assottiglia, a consumi, specie in campo alimentare, che si deprimono in modo allarmante.

C’e’ l’urgenza di mettere in moto politiche nuove che, pur rispettando il rigore nei conti pubblici come richiesto dall’Ue, consentano al mondo imprenditoriale, compresa l’agricoltura, di riprendere a produrre, a creare occasioni di lavoro, a rilanciare la competitivita’ sui mercati”.

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