Le banche sono piene di cartastraccia speculativa, l’austerity è inutile

di Massimo Lodi Rizzini

8 luglio – Draghi ha abbassato il tasso di riferimento allo 0.75% ma questo non è servito a tenere a bada i mercati per più di qualche minuto.
Chi sperava che la diminuzione dei tassi portasse una ventata di ottimismo è rimasto deluso; le banche sono piene di cartastraccia speculativa che nessuno vuole più e questo significa debiti per centinaia e anche migliaia di miliardi di euro.

In sostanza, moltissime banche dell’eurozona, sono di fatto fallite e con esse i mercati; per dirla tutta è l’intero sistema monetarista britannico in uso ad essere in liquefazione.
A nulla servono quindi i tentativi disperati di tenere vivo questo sistema basato su speculazione ed usura, non servono politiche di feroce austerità, non serve a niente tagliare la sanità, la sicurezza, la giustizia, l’istruzione, gli investimenti, non serviranno altre pesanti tasse, non serve distruggere la civiltà perché il sistema è irrimediabilmente fallito; ciò che invece occorre con urgenza è tornare agli standard della legge Glass-Steagall per la separazione bancaria, come da più parti al mondo viene richiesto con veemenza.

La Glass-Steagall

Nel 1933, FD Roosevelt per risolvere la crisi finanziaria provocata da decenni di liberismo, di liberalizzazioni, privatizzazioni e deregolamentazioni, decise di separare le attività bancarie e lo fece attraverso la legge Glass-Steagall; in sostanza la legge stabilisce che le banche commericali, ovvero banche di vicinato che si occupano di depositi e crediti, opportunamente regolamentate dalle leggi, possano, in caso di necessità, ottenere assistenza pubblica in funzione della loro vitale importanza nella gestione del credito per l’economia reale (produttiva);

al contrario, le banche d’affari (speculazione), non hanno nessun diritto ad aiuti pubblici in caso di sofferenze e\o fallimento; le banche che speculano non hanno nessuna importanza in una sana economia produttiva, chi specula e perde deve semplicemente dichiarare fallimento (e rispondere di possibili reati amministattivi e penali).

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