Errata Corrige. Il vero motivo del crollo della Borsa Italiana

Unicredit è vulnerabile

da Riecho Economia e Libertà

Ieri ho pubblicato il video di Mario Baldassarri. Ho titolato il post con: Ecco perché non ha convinto i mercati. Ho peccato di leggerezza.

E’ probabile che la Manovra sia efficace (anche se con i metodi e i modi sbagliati) a limitare il debito nei prossimi anni. E allora perché è successo quello che è successo venerdì scorso nei mercati?

Mi sono imbattuto in un articolo illuminante che dà una risposta a questa domanda. Ne riprendo i passaggi fondamentali:

enerdì scorso i titoli di Stato italiani hanno preso una batosta. La domanda per le obbligazioni italiane standard a 10 anni è crollata, e il costo dell’assicurazione contro il default (costo dei CDS) si è impennato. Il motivo riportato riguardava i rinnovati timori che il Ministro delle Finanze italiano Tremonti avrebbe lasciato il suo posto dopo essere risultato coinvolto in una indagine per corruzione, al culmine della spaccatura in corso con Berlusconi.

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Per quanto riguarda UniCredit, è sempre stato notato che in qualche modo, nonostante il grande debito italiano, sia l’Italia stessa che le sue banche hanno evitato il peggio della crisi finanziaria. Che le banche italiane non abbiano subito declassamenti e insolvenze mi ha sempre sorpreso. E a quanto pare sorprende i mercati, che sono stati nervosi su UniCredit durante tutta la crisi.

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La chiave sta in quello che hanno detto le agenzie di rating quando sono state interrogate sul perché solo pochi giorni prima del crollo davano un buon rating a Northern Rock. Hanno detto che parte della loro valutazione sulla ‘salute’ della banca si fondava sulla probabilità che sarebbe stata salvata dal governo in caso di crisi.

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Questa è la logica che penso spieghi perché il mercato svende UniCredit come se avesse la peste al minimo accenno di difficoltà. Penso che il mercato sa o almeno sospetta che UniCredit è messa molto male e può sopravvivere solo finché i suoi amici hanno il controllo totale della politica italiana regionale e nazionale. Se Tremonti , in particolare, dovesse perdere la presa, allora la vitalità di UniCredit improvvisamente apparirebbe in realtà molto fragile.

Consiglio la lettura dell’articolo completo per comprendere più a fondo l’analisi di David Malone.
Tutto si riassume più o meno così:

Unicredit è vulnerabile:
-Riporto, traducendola, solo una delle battute più belle arrivatami con un tweet di zerohedge:

“L’amministratore delegato di unicredito dice che i titoli della sua banca sono vittima delle vendite allo scoperto. Dick Fuld ha chiamato, rivuole indietro il copione”.

Non sapete chi è Dick Fuld?? Se guardate, o avete già visto, il film Too Big to Fail, lo capirete subito: era il CEO della Lehman Brothers. Prima che la sua banca fallisse diceva le stesse cose che oggi ripete il CEO di unicredito.- (da Usemlab)

Questa sua vulnerabilità viene nascosta dalle Agenzie di Rating perché nel dare i giudizi tengono conto anche della probabilità che in caso di problemi lo Stato intervenga.

Tremonti è amico di Unicredit, quindi finché c’è lui al Governo questo intervento è praticamente sicuro. Appena la possibilità che Tremonti si dimettesse si è avvicinata il mercato ha abbandonato gli asset finanziari italiani.

Tornare torna.

A proposito non so se è capitato anche a voi, ma tutti gli sportelli di Unicredit Banca che ho incontrato negli ultimi giorni erano fuori servizio..il caso..

Riecho Economia e Libertà

 

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