Csm, si dimette un altro componente: le chat più compromettenti

Di Antonio Amorosi – – Non si è neanche riaperto il Csm che questa mattina il componente del Consiglio Superiore della Magistratura Marco Mancinetti si è dimesso per il cosiddetto “scandalo Palamara”. E’ il sesto del plenum a lasciare ed è un esponente della stessa corrente Unicost di Luca Palamara, l’ex presidente dell’Anm che per anni ha deciso il ruolo di decine e decine di magistrati in base agli accordi fra correnti.

“Ho ricevuto pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti”, ha spiegato il togato questa mattina, riporta l’Ansa, “da parte della Procura generale per fatti inerenti alle attività amministrative svolte dalla precedente consiliatura, sulla base delle chat da me intrattenute con Luca Palamara. Pur non essendovi alcun automatismo di legge, ho già rassegnato le mie dimissioni nelle mani del Vice Presidente del Consiglio superiore della Magistratura, per senso istituzionale e per evidenti ragioni di opportunità, nel pieno rispetto delle attività della Procura generale e nella convinzione di poter offrire ogni chiarimento nella sede competente”.

Il leader nazionale di Unicost si sarebbe interessato al figlio di Mancinetti che nel settembre 2017 scriveva: “Allora ti do i dati di mio figlio (…)”. “Ok”, rispondeva Palamara. Alcune ricostruzioni, smentite prontamente da Mancinetti che ha minacciato querele, sostengono che i dati sarebbero serviti per l’iscrizione del ragazzo ad un test di ammissione ad una Facoltà universitaria.

Nelle chat si discute delle quote di iscrizione alla corrente e dei fatti più disparati riguardanti le nomine dei colleghi che si ritiene più o meno preparati o allineati alla propria idea di magistratura. Nel febbraio 2018 Mancinetti si esprime così su un collega: “Cmq leggendo nota di… ce da ridere. Lo dovete asfaltare è un matto”. Palamara: “Si è vergognosa”. Ma Mancinetti interviene anche in favore di colleghe. Nel dicembre 2017 commenta il ruolo di una di queste che fra l’altro è segretario del Csm: “Lei è libera di fare quello che vuole (è più legata ad un altro magistrato,ndr) ma sta lì a 2200 euro al mese in + da 5 anni con i voti di Unicost Roma. Questo è intollerabile. Lei se ne deve andare da lì”. Nelle chat, Palamara e Mancinetti si chiamavano affettuosamente “ciccino”.

Ma Mancinetti litiga anche con Palamara per il mancato invito ad una cena. Mancinetti: “Io mai invitato. Ma questo è un affronto grave. E anche tu non ti sei comportato da amico. Ma va bene così”. Palamara: “No Marco scusami ma non sono d’accordo. E siccome come dici tu le cose possiamo dircele in faccia quella di ieri sera è una colpa che io non mi prendo. Sono stati a Capri dove io non c’ero e lei (riferendosi ad un altro magistrato, nrd) ha fatto invito. A tutte le cene che lei fa (puoi chiedere conferma ad Emilia) vengo chiamato sempre e comunque”….”E su una cosa io non ho dubbi: di essermi comportato sempre da amico”.

Ma Mancinetti ammette di essere molto arrabbiato con Palamara.

Il quadro si ricompone in fretta. Anche perché il potere espresso e che si legge nelle chat richiede unità di intenti tra chi la pensa allo stesso modo. Oggi i favoriti di Palamara e company sono procuratori della Repubblica, presidenti di tribunale, consiglieri di Cassazione, decidono della vita delle persone e non è poco.

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