Crocetta: “Migranti positivi non sono un rischio, siciliani in discoteca sì”

“Quell’ordinanza di Musumeci sui migranti è un inutile manifesto di propaganda, perché il presidente di una regione non può intervenire nelle aree di sicurezza che sono di competenza esclusiva dello Stato, creando un allarme inutile che non esiste. Insomma, è fatto solo per avere qualche titolo di giornale…”. Dalla Tunisia, dove vive ormai da qualche anno, l’ex Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta non risparmia critiche all’ordinanza ‘bocciata’ dal Tar Sicilia dopo il ricorso presentato dal Viminale e da Palazzo Chigi. “Con la stessa logica Musumeci potrebbe chiudere le Carceri per via del Covid”, dice in una intervista all’Adnkronos. “Un provvedimento sanitario non può essere efficace, dentro i luoghi deputati alla sicurezza dello Stato…”.

“La politica non c’entra un accidenti – dice ancora l’ex governatore- è vero che il Presidente della Regione ha competenze su materia di Sanità, ma il tema che diventa assorbente è un provvedimento sanitario e può essere fatto dal Presidente della Regione in un luogo che è deputato dalla sicurezza dello Stato? Con questa stessa logica potrebbe liberare tutti i detenuti dell’Ucciardone per l’emergenza sanitaria…”.

“Ma poi – dice ancora Crocetta – questi migranti dove vanno? Nelle altre regioni che fanno, e parlo di quelli che sono positivi al Covid?”. “Se passasse un principio del genere significherebbe che qualsiasi sindaco potrebbe chiudere un carcere – spiega – è inutile fare questi manifesti di propaganda, perché sono solo una cosa inefficace sul piano politico”.

“Un’altra questione riguarda l’intera gestione – dice ancora Crocetta – un immigrato positivo è più sicuro in un hotspot oppure in giro? E’ chiaro che un hotspot non c’è nessun pericolo di contagio, mentre all’esterno è pericoloso”. E ribadisce che “sono più pericolosi i turisti che sono andati a Malta”. “Io al posto di Musumeci mi sarei concentrato su altri provvedimenti, per esempio i test sierologici fatti in aeroporto”. “Io, ad esempio, sono stato 4 giorni in Italia e sono stato un responsabile perché ho fatto il test sierologico in Italia lo stesso giorno che sono arrivato”.

“Non si esce dal Covid in una sola regione – dice ancora – bisogna tutti collaborare, a nessuno fa piacere l’immigrazione irregolare. Nel momento in cui una persona è positiva ha diritto a tutte le tutele. Poche centinaia di migranti non rappresentano un rischio, lo sono le decine di migliaia di siciliani che sono andati in discoteca in vacanza. E poi la Sicilia è stata la prima regione incosciente ad aprire le discoteche”.

E conclude: “Se l’ordinanza avesse efficacia sarebbe un precedente pericoloso, il tar l’ha sospesa perché non c’era il carattere d’urgenza”.  ADNKRONOS

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