Decreto rilancio, Bagnai: inaccettabili i pieni poteri al MEF

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Roma, 24 giu – “L’articolo 265 del decreto Cura Italia ci conferma che con la scusa dell’emergenza sanitaria questo Governo si abbandona indisturbato ad una preoccupante deriva antiparlamentare.” Così il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai.

“La norma, reiterata nell’art. 4 del successivo decreto 16 giugno 2020 n. 52, prevede che a esito del monitoraggio effettuato sull’attuazione dei provvedimenti presi in risposta all’emergenza, il Ministro dell’Economia e delle Finanze possa procedere per proprio decreto a variazioni di bilancio, senza alcun passaggio parlamentare. Questo modo di procedere “inaudita altera parte” rappresenta un ulteriore salto di qualità verso il basso nei rapporti fra Governo e Parlamento.



Oltre a sottrarsi ai necessari atti di indirizzo prima di recarsi a negoziare nelle sedi europee, il MEF” prosegue il senatore Bagnai “senza alcun freno inibitorio si dichiara per quello che è purtroppo diventato: una cittadella inespugnabile, sede di una sovranità non conferita da alcuno e non soggetta ad alcun contrappeso, che a suo arbitrio decide delle sorti della nazione e dei fondi attribuiti agli altri dicasteri.

Auspichiamo un intervento delle massime autorità dello Stato per ricondurre nell’alveo della legalità costituzionale, e in particolare del rispetto della gerarchia delle fonti, la stortura normativa che il decreto rilancio determina, come sottolinea Stefano Ceccanti, costituzionalista non sospetto di avversione al PD, e che il successivo decreto 52 reitera con preoccupante spudoratezza.”



   

 

 

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