Governo si comporta come il medico che annuncerà “intervento riuscito, ma il paziente è morto”

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di Magdi Cristiano Allam

Buona domenica amici. Più passano i giorni e meno soldi ci sono nelle tasche degli italiani costretti all’isolamento nelle proprie abitazioni. Tra non molto ci saranno famiglie senza soldi in casa. Altre famiglie non avranno soldi né in casa né in banca. Altre ancora non avevano soldi prima dell’emergenza ed ora sono ridotte alla fame.

I provvedimenti del Governo per aiutare le partite Iva e gli imprenditori danneggiati dalla chiusura o riduzione della propria attività comportano un inter burocratico impraticabile nei tempi brevi e in condizione di isolamento forzoso.

Ebbene se il Governo fosse veramente intenzionato a prevenire che lo stato di crescente povertà degli italiani degeneri in una gravissima destabilizzazione sociale anche violenta, intervenga subito o per ripristinare le condizioni che consentano agli italiani di lavorare e guadagnare, oppure dia subito agli italiani i soldi in contanti necessari ad una vita dignitosa.

Concretamente significa corrispondere a tutti gli italiani il “reddito di cittadinanza”. Considerando che, secondo l’Istat sulla base del censimento del 2011, in Italia ci sono complessivamente 20.460.741 nuclei familiari, di cui 16.648.813 con genitori e figli, 2.651.827 monogenitore e 1.160.101 con almeno uno straniero residente, stimando un “reddito di cittadinanza” medio pari a 1.600 euro a nucleo familiare, il totale da corrispondere è di circa 33 miliardi di euro.

Ricapitolando il Governo ha di fronte tre opzioni:

1) Porre subito fine all’isolamento di 60 milioni di italiani (limitandolo alle persone ammalate e alle persone immunodepresse e con patologie a rischio), ripristinando l’insieme del sistema dello sviluppo nei suoi cicli della produzione e del consumo;

2) Mobilitare il maggior numero possibile di postini e corrieri per far recapitare nelle case delle famiglie italiane e straniere regolarmente residenti una busta con 1.600 euro in contanti da corrispondere all’inizio del mese fino al ripristino della normalità;

3) Mobilitare da subito l’Esercito, le Forze dell’ordine e i Servizi segreti per pattugliare le strade e le piazze su tutto il territorio nazionale al fine di prevenire e reprimere sul nascere qualsiasi azione ostile o violenta.

Cari amici, al momento il Governo sembra propendere per la terza opzione. Si comporta come il medico che annuncerà: “L’intervento è riuscito, il paziente è morto”. Il paziente è l’Italia e tutti noi italiani. Io rispetto la legge e invito tutti a rispettare la legge. Ma abbiamo il diritto di manifestare civilmente e liberamente il nostro dissenso e abbiamo il dovere di prevenire e contrastare il nostro suicidio. Non è né logico né umano immaginare che per salvarci dal Coronavirus ci auto-condanniamo a morire di fame.

 

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