Lazio: 600mila euro per i Rom a Latina

In provincia di Latina, a Borgo Bainsizza, c’è un campo nomadi che si chiama al Karama. Questo campo è considerato dai residenti e da molte forze politiche come presidio di illegalità e di degrado. Fratelli d’Italia ne ha chiesto più volte la chiusura, perché i progetti di includere sia i minori sia gli adulti nella comunità hanno fallito. “Si tratta – dicono da FdI – di una zona franca inaccettabile, con gravi carenze igienico-sanitarie, con cumuli di rifiuti e carcasse di automobili nel campo stesso”. I residenti attribuiscono ai rom gli episodi di furti che ci sono nella zona. Circa la metà dei minori non risulti vada a scuola.

Il campo fu voluto dalla Cgil – Il campo nacque negli anni Novanta su iniziativa della Cgil, ma in seguito diventò un campo nomadi. Lo stesso vice sindaco di Latina ammise qualche tempo fa che il campo versava in condizioni igienico-sanitarie precarie. I minori, dicono gli esponenti di Fratelli d’Italia, andrebbero affidati ai centri sociali e gli adulti collocati diversamente, ma il campo va chiuso. Basta altri soldi su al Karama, ne sono stati spesi sin troppi, dicono da FdI. Ma evidentemente, invece, le sinistre pensano che ne siano stati spesi troppo pochi, perché un mese fa la Regione Lazio ha finanziato la cosiddetta “riqualificazione” o “bonifica” del campo. Per l’importo strabiliante di 400mila euro, più altri 190mila per portare via i rifiuti.

Una cifra enrme per un lavoro inutile – Per il momento gli ospiti saranno spostati altrove, ma sempre in un’area adiacente, poi potranno rientrare nei moduli abitativi che la Regione pagherà loro. Le utenze, ovviamente saranno a carico del comune di Latina. Gli esponenti di Fratelli d’Italia, il senatore Calandrini e il consigliere regionale Righini, hanno effettuato diverse interrogazioni per sapere cosa intenda fare Zingaretti con il campo al Karama, e adesso hanno avuto la risposta. Il campo rimarrà, bonificato e ripulito, anche se verosimilamente durerà poco. Il comune e la regione straparlano ancora di percorsi di inclusione, non accorgendosi che in molti decenni si è visto che questi esperimenti non funzionano mai.

Il risultato è che il costo enorme di questo buonismo ricadrà su di loro e che i moduli abitativi, anziché essere utilizzati per i terremotati, saranno utilizzato per i nomadi ormai stanziali del comune di Latina.

Guglielmo Gatti – – www.7colli.it (Foto: h24 notizie)

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