Coronavirus, troppi contagi: chiuso Comune di Medicina

Dalla mezzanotte passata non è più possibile uscire dal capoluogo Medicina e dalla frazione di Ganzanigo. Una misura straordinaria che sarà in vigore fino al prossimo 3 aprile, dettata dalle indicazioni medico-scientifiche e necessaria per arginare la diffusione del virus, a tutela dei cittadini del Comune di Medicina, del comprensorio imolese e della Città metropolitana di Bologna, che conta un milione di persone.
E’ quanto sancisce l’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella serata di ieri, d’accordo con il Governo e il Prefetto di Bologna, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna e d’intesa con il sindaco del Comune di Medicina.

“Dobbiamo evitare altri contagi dentro Medicina e anche di esternare il contagio verso la Città Metropolitana di Bologna – ha detto in video-messaggio il sindaco Matteo Montanari – per questo c’è una nuova ordinanza regionale per il controllo rinforzato del capoluogo di Medicina e Ganzanigo, dove abbiamo la stragrande maggioranza dei casi positivi. Stiamo uniti e ne verremo fuori insieme”

Possono entrare i soli residenti ancora fuori dall’area circoscritta e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. Si tratta di alcuni servizi comunali e di quelli assistenziali e residenziali per le persone non autosufficienti, di farmacie e alimentari. Al di fuori di questi, tutte le attività commerciali, produttive e di servizio di Medicina e Ganzanigo sono chiuse.

“È uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione- afferma il presidente Stefano Bonaccini- ma le informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta. E’ infatti doveroso fermare in tutti i modi l’ulteriore diffusione del virus, che già così duramente sta colpendo anche l’Emilia-Romagna. Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio, a tutela dei residenti dello stesso Comune e di un’area vasta come quella metropolitana di Bologna. Pur col cuore pesante, ritengo di aver agito per il bene comune, col supporto delle indicazioni mediche e scientifiche necessarie, dopo aver riunito l’unità di crisi regionale. Siamo al fianco del sindaco Matteo Montanari e di tutti i cittadini di Medicina- chiude il presidente della Regione- e da oggi lo saremo ancora di più, non facendo mancare loro nulla. Ma soprattutto facendogli capire chiaramente una cosa: non siete soli, la vostra battaglia è la nostra e ne usciremo insieme”.

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