Libia, Haftar esorta al Jihad contro la Turchia

Il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar, ha fatto appello al “jihad” contro un eventuale intervento militare turco in Libia nel corso di un discorso trasmesso dalla tv ‘al-Hadath’. Durante il suo intervento, Haftar ha chiesto una “mobilitazione generale”, esortando “tutti i libici” a prendere le armi, “uomini e donne, militari e civili, per difendere la nostra terra ed il nostro onore”. “Il nemico sta unendo le forze per invadere la Libia e schiavizzare il nostro popolo” e ha trovato “tra i traditori quelli che hanno firmato con lui un accordo di sottomissione, umiliazione e vergogna”, ha proseguito Haftar, riferendosi all’accordo militare siglato alla fine di novembre tra Ankara e il governo di accordo nazionale di Tripoli.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha messo in guardia la Turchia (senza farne esplicita menzione) dall’invio di truppe in Libia: “Qualsiasi sostegno straniero alle parti in guerra” nel Paese, ha affermato, “non fara’ che aggravare il conflitto e complicare gli sforzi per una soluzione pacifica”. Guterres ha sottolineato in un comunicato che “le continue violazioni dell’embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza non fanno che peggiorare le cose”.

In un recente rapporto, gli esperti Onu incaricati di controllare l’applicazione dell’embargo, instaurato nel 2011, hanno rilevato violazioni sia da parte della Turchia (a favore del Governo di accordo nazionale) sia da parte di Giordania ed Emirati Arabi Uniti (a favore del maresciallo Haftar). “Un rigoroso rispetto dell’embargo e’ essenziale per creare un contesto favorevole alla cessazione delle ostilita’”, ha dichiarato Guterres, rinnovando l’appello “a un cessate il fuoco immediato in Libia e a un ritorno a un dialogo politico da tutte le parti”. (AGI)Fra 040144 GEN 20 NNNN

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