UE, 1000 miliardi di tasse verdi. Pagherete caro, pagherete tutto

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di Guido da Landriano

Come spiegato dal Fatto Quotidiano, che riporta notizie comunque già nell’aria, la nuova commissione Von Der Leyen non ammetterà che gli investimenti verdi che sono alla base del suo “Green New Deal” siano scorporati dai vincoli europei. Questo significa che gli investimenti per 1000 miliardi, che almeno teoricamente prevede per giungere alla “Neutralità carbonica” nel 2050, non potranno essere contabilizzati a parte e dovranno essere detratte dalle altre spese ed investimenti.

La Von Der Leyen vuole così evitare il “Green Washing”,cioè che qualche stato faccia il furbo e trasformi in Verde quello che non lo è, ma gli effetti di questa scelta saranno, evidentemente, evidenti. Il primo, e più trascurabile, è che il ministro Gualtieri ci rimarrà molto, molto male, perchè si aspettava di poter utilizzare questo tipo di investimenti, al di fuori dai limiti europei, per rilanciare l’economia italiana. Invece NISBA.

Le conseguenze però saranno ben altre:

  • gli investimenti per il “Green New Deal” saranno SCORPORATI dalle altre spese ed investimenti di utilità generale o sociali;
  • Gli investimenti saranno pagati, come in Germania ed in Italia con forti aumenti delle imposte con la scusa di pagare questo tipo di trasformazione;
  • Comunque in tutti gli stati ci sarà una corsa al ribasso o alla copertura degli investimenti esistenti come investimenti “Verdi”, in modo da non dover tagliare altri programmi necessari o già definiti.

Quindi tutti i paesi, secondo questo Green New Deal che New Deal non è, anzi, dovranno applicare delle MANOVRE RESTRITTIVE, oggettivamente, per investire in questo settore tutto da scoprire ed i cui obiettivi sono, oggettivamente, utopistici ed irraggiungibili. Una situazione ben peggiore della corsa al riarmo degli anni trenta del secolo scorso, quando la corsa alla re-industrializzazione (ed al riarmo) venne pagata da una politica monetaria espansiva esplicita (Regno Unito di Keynes ed USA di Roosevelt) o nascosta (la Germania di Hitler). Invece l’Unione, in un momento di rallentamento economico, effettuerà una politica pro-ciclica per conseguire degli obiettivi che, in un’ottica razionale, sono irraggiungibili, solo perchè diventati coccole del mainstream, a loro volta manovrati da non si sa bene chi.

Le conseguenze sono comprensibili da qualsiasi politico con un po’ di buon senso: un calo della capacità di acquisto dei cittadini, ulteriore, ed un calo dei servizi pubblici offerti alla popolazione porterà ad un calo, anche violento del tasso di approvazione dei governi, già ai minimi.

Abbiamo mezza Europa con il popolo che manifesta e mezza con una crescita dei partiti populisti e questa decisione della Von Der Leyen non farà che peggiorare le cose, portando a probabili sconvolgimenti interni. Molti di quelli che la stanno appoggiando saranno obbligati a fare i fagotti ed a cercarsi un altro lavoro, lasciando spazio agli euroscettici. L’assolutismo della Commissione rischia di essere il maggior nemico dell’Europa stessa.

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