Convegno magistrati: “Superare la politica dei porti chiusi”

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Il convegno ’La frontiera del diritto e il diritto della frontiera, è stato organizzato a Lampedusa da AreaDG e dall’Asgi, l’associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione. (finanziata da Open Society di Soros, ndr)

I partecipanti all’incontro sono tutti esponenti dell’area della magistratura (e non solo) più critica sulle politiche dell’ex titolare del Viminale: la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, il sindaco di Linosa e Lampedusa, Salvatore Martello, il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, Riccardo Clerici, responsabile dell’ufficio legale dell’Unhcr; Armando Spataro, ex procuratore capo di Torino, Pietro Bartolo, vicepresidente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, Luigi Patronaggio, e procuratore della Repubblica di Agrigento



E le politiche suggerite al governo sul fronte dell’immigrazione le rende più chiare Eugenio Albamonte, segretario di Area democratica per la giustizia: “Superare la politica dei porti chiusi, ripristinare il permesso di soggiorno per motivi umanitari e consentire la registrazione anagrafica ai richiedenti asilo, riattivare il sistema di accoglienza degli Sprar”. Una sorta di decalogo che l’esecutivo giallorosso dovrebbe seguire per ribaltare la politica dei porti chiusi voluta dal precedente governo.

Albamonte poi spiega meglio la sua posizione e quella di Area: “Bisogna interrompere la sovrapposizione del tema dell’immigrazione, che è tema sociale, con quello della politica criminale e della sicurezza. Va fatta una contro narrazione su questo, perché non esiste un’emergenza migrazione e non esiste un’emergenza criminalità collegata ai migranti”.

Insomma i magistrati sono sempre di più sul campo per dare un colpo di spugna sui decreti sicurezza e invertire la rotta voluta da Salvini. Le parole di Spataro su questo fronte sono abbastanza precise: “‘Il Governo ancora non ha affrontato, al netto degli annunci fatti, una decisa revisione di molte inaccettabili previsioni contenute nei ‘Decreti sicurezza’. Ci auguriamo, perciò, che si affermi quanto prima il dovuto rispetto dei valori costituzionali, come auspicato anche dal presidente della Repubblica”. La sfida al piano Salvini è aperta.

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