Imola, inaugurazione ‘Centro di Aiuto alla Vita’

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Nella mattina di sabato 28 settembre presso la Sala per la Pastorale della Salute in piazza Duomo si è svolta la conferenza stampa di presentazione del CAV, che ha preceduto l’inaugurazione della sede da parte del vescovo S.E. Giovanni Mosciatti. Ne ripercorriamo i passaggi salienti.

Sono intervenuti Matteo Venturi (Presidente dell’Associazione Valori e Vita), Angela Fabbri (fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì e della Casa di Accoglienza la Tenda) ed Emanuela Patuelli (Presidente del CAV di Imola). Ha introdotto e moderato l’incontro l’avvocato Filippo Martini, il cui impegno nell’ambito della tutela della vita lo vede impegnato nelle fila dei Giuristi Per La Vita.



A Matteo VENTURI il compito di raccontare come ha preso forma il progetto di fondare un CAV. Un anno fa la generica passione e volontà di difendere la sacralità e preziosità della vita di un gruppo di associati s’incontrò con un’intuizione del Vescovo Emerito S.E. Tommaso Ghirelli: «Sua la proposta di aprire un CAV a Imola, una struttura di accoglienza e rispetto dove qualsiasi donna  possa recarsi per raccontare i propri dubbi, le proprie paure o difficoltà. Una realtà che vuole coniugare accompagnamento e solidarietà tangibile nel tentativo di favorire una scelta per la Vita». La spiazzante ipotesi trova sponda negli animi dell’Associazione Valori e Vita, che da quel momento si dedicano a dare un corpo e un’anima al progetto. Un percorso impegnativo, quello dell’anno appena trascorso, pieno di incombenze pratiche, ma soprattutto del bisogno di rispondere a questioni urgenti: «Occorreva porsi domande ben più profonde – racconta Venturi – Come condurre un colloquio con una mamma (magari disperata) davanti? Come declinare un “progetto di aiuto”? Con quali realtà cittadine ed associazioni fare rete?». L’incontro con chi è già più avanti nel cammino è stata la strada. Adesso, il lavoro e l’impegno profusi, cedono il passo al compito più complesso ed entusiasmante: accogliere le mamme che vorranno lasciare abbracciare le loro ferite.

Questo progetto non nasce come una volata in solitaria. Un contributo indispensabile è venuto dagli altri CAV esistenti in Italia. A loro rappresentanza è intervenuta Angela FABBRI che ha portato la sua testimonianza: a Forlì in 30 anni ha fatto nascere più di 200 bambini con il Centro di Aiuto alla Vita e con la Casa di Accoglienza “La Tenda” (per nuclei mamma/bambino). La sua tempra umana va dritta al punto: «Ciascuno di noi ha una vocazione, per me è stato chiaro, dopo aver acquisito competenze e averle sperimentate in vari settori della vita, metterle gratuitamente in atto per custodire la vita». L’esperienza maturata negli anni le porta in dote una visione più completa della missione del CAV, che non ha nulla di ideologico ma fiorisce nella compagnia profonda e concreta alle famiglie che si affidano. Conclude Angela Fabbri: «L’attenzione alla vita nascente non è solo un servizio al neonato che vede la luce, ma anche alla sua famiglia veramente trasformata e di conseguenza per tutta la comunità».

Emanuela PATUELLI è il Presidente del CAV di Imola, alle sue parole è affidata la conclusione della presentazione odierna che è già un primo passo operativo verso l’esperienza di ascolto e accoglienza. Innanzitutto, il Presidente ricorda la vocazione puramente caritativa del Centro di Aiuto alla Vita e la sua assoluta distanza da qualunque connotazione politica; è una vocazione di ascolto teso a sostenere la libertà della donna, senza anteporre né insinuare giudizi sulle scelte personali. Passando all’aspetto operativo, Emanuela Patuelli informa che il CAV sarà aperto un giorno alla settimana, ma si sta lavorando per riuscire a tenerlo aperto più spesso. L’aiuto che il CAV offre alle mamme è di ascolto e anche di aiuto materiale (vestiti per bambini, passeggini, e altri beni di prima necessità), ma non soldi. C’è un forte desiderio di fare rete con altre associazioni già presenti in città. È già iniziata una collaborazione con Caritas, anche Ucipem e la casa famiglia in corso di apertura dalla Fondazione Santa Caterina saranno interlocutori con cui instaurare un rapporto di condivisione. Da ultimo, il rilancio di Emanuela Patuelli è un invito a tutte le persone che si sentono toccate dall’urgenza umana di sostenere la vita: il Cav è aperto al contributo di tutti quelli che vogliano prendersi a cuore le storie di chi vive il dolore di una maternità difficile. Per ora i soci sono 23, si attendono altre braccia e cuori spalancati.

COMUNICATO STAMPA



   

 

 



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