Ravenna: Arci Gay nelle scuole per fare “giusta informazione” sull’identità di genere

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Riceviamo e pubblichiamo

Spett. Redazione
Sono rimasto veramente schifato dal POF (Piano di Offerta Formativa) del Comune di Ravenna.
Quello che mi fa più impressione, prima che l’ orientamento ideologico, è la povertà culturale di chi lo ha partorito.
Nel documento c’ è una sezione “Arci Gay”, dove si afferma che questa associazione (chiaramente ideologizzata e di parte) deve entrare nelle scuole di Ravenna per “fornire giuste informazioni relative all’ orientamento sessuale e l’ identità di genere” .
Questo aggettivo (“giuste”) fa venire la pelle d’oca; fa venire in mente le politiche educative dei regimi del secolo scorso. Quelli che pretendevano di dare le informazioni “giuste” al popolo bue.

Come si può avere la pretesa che esistano informazioni “giuste” in assoluto su temi così importanti e opinabili? Viviamo nell’ era del relativismo. Karl Popper ci ha insegnato già un secolo fa che non esistono nemmeno le teorie scientifiche “giuste” (anzi non esistono nemmeno quelle “verificabili”, ma solo le “falsificabili”) , e questi “geni” del Comune di Ravena e dell’ Arci Gay ci vengono a parlare di informazioni “giuste” , che poi sarebbero quelle che darebbero loro!

Non capisco perchè le teorie dell’ Arci Gay sulla sessualità devono essere quelle “giuste”. Sarebbe come dire che le informazioni sul comunismo fornite da Rifondazione Comunista dovrebbero essere quelle “giuste”, mentre quelle data da altri di diverso orientamento politico sarebbero “sbagliate”.
In realtà non capisco proprio perchè una associazione del genere debba entrare nelle scuole.

Le scuole devono essere affidate a gente assolutamente trasparente e disinteressata.
Non certo a gruppi ideologizzati e falsi che tirano l’ acqua al proprio mulino. Con un piùl’ arroganza di essere quelli che hanno il monopolio delle informazioni “giuste”.

Siamo di fronte ad una forma di indottrinamento ideologico veramente infame. Ai danni dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie.

Clemente Fioravanti

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