I veri sequestrati siamo noi

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di Alessandro Sallusti – – La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta sull’altolà dato dal governo italiano allo sbarco dei 134 migranti che si trovano a bordo della nave Open Arms, da giorni ancorata al largo di Lampedusa. L’ipotesi di reato è «sequestro di persona», per ora non ci sono indagati, ma i magistrati non potranno che incrociare il nome di Matteo Salvini, che quel blocco lo ha ordinato.

Ci risiamo, quindi, come un anno fa con il caso della nave Diciotti, con la sfida tra politica e giustizia che si immaginava disinnescata dopo l’entrata in vigore di ben due «decreti sicurezza» con i quali il ministro dell’Interno pensava di poter avere mani libere nella sua personale guerra ai furbetti delle Ong che ci scodellano immigrati più per provocazione politica che per motivi umanitari. Vedremo nelle prossime ore se le nuove norme potranno fare da scudo giudiziario a Salvini e al governo.



Dubito, vista l’aria che tira, ma non è questo che ci preoccupa. In queste ore, infatti, c’è in corso, sempre da parte del governo, un ben più grave «sequestro di persona». Anzi: «Sequestro di persone», ben 60 milioni di cittadini italiani prigionieri da settimane di una crisi di governo surreale che sta paralizzando l’intero Paese. Avremmo bisogno anche noi di una Ong capace di portarci in salvo e farci sbarcare in un Paese normale, un Paese dove il governo governa, il Parlamento legifera, la maggioranza fa la maggioranza e l’opposizione si oppone. O, meglio, più che una Ong (organizzazione non governativa) ci vorrebbe una Og (organizzazione governativa), ma all’orizzonte nulla si vede e non possiamo neppure appellarci a Tar o procure. Siamo in balia delle onde sollevate da Di Maio e Zingaretti – per la verità anche Salvini ci sta mettendo del suo – e, come se non bastasse, il meteo della politica prevede un netto peggioramento (potrebbe addirittura arrivare il nubifragio Di Maio premier).

Avanti così, altro che sovranismo. Non mi sorprenderei se l’Onu mandasse i caschi blu a ripristinare regole e democrazia. Perché forse per gli immigrati ancora sì – visto da dove arrivano -, ma per noi l’Italia potrebbe presto non essere più un «porto sicuro». Soprattutto se Matteo Salvini non torna in sé e trova il modo di portarci a votare nell’unico modo possibile, cioè con il centrodestra unito.

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