Risparmiometro, raid della Finanza nei conti correnti

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L’ Agenzia delle entrate ha caricato una nuova arma per combattere l’ evasione fiscale. Tecnicamente si chiama Super Anagrafe tributaria, volgarmente conosciuta come Risparmiometro, un fratello del più noto Redditometro ma con una potenza di fuoco maggiore, in grado di scovare chi dimentica di denunciare le entrate al fisco. Come ricorda Milano Finanza, non si tratta di una vera e propria novità. La sua istituzione è datata 2011, contenuta nel decreto Salva-Italia del governo Monti, ma dopo anni di scarso utilizzo, ora la Super anagrafe tributaria è tornata in auge, a seguito del via libera condizionato del garante della privacy delle scorse settimane.

Dopo l’ avvio nell’ agosto scorso di una prima fase sperimentale dedicata alle società, il Risparmiometro verrà ora utilizzato anche per le persone fisiche. E ora anche dai militari della Guardia di finanza. In pratica il fisco ficcherà il naso direttamente nei nostri conti correnti, carte di credito, deposito titoli e saprà persino il numero degli accessi alle cassette di sicurezza. Il ragionamento è semplice. Guardando il saldo contabile delle posizioni bancarie e finanziarie dei contribuenti un anno con l’ altro e le spese sostenute per il mantenimento della famiglia, la Finanza è in grado di rilevare se esistono redditi non dichiarati. In pratica il patrimonio detenuto dev’ essere compatibile con le entrate e con le uscite.



I PALETTI
Gli ispettori in ogni caso non possono sparare nel mucchio sperando di cogliere in fallo il maggior numero di persone possibile. Il garante della privacy ha posto paletti molto rigidi per quanto riguarda i dati sensibili. Una prima e ampia scrematura verrà effettuata per evitare il problema della “pesca a strascico” e verranno prese precauzioni per fare in modo che il personale estraneo all’ accertamento possa vedere e utilizzare i dati.

Il primo test che riguarda i privati prenderà in esame il patrimonio degli anni 2014 e 2015 (non ancora prescritti) di una precisa lista di persone fisiche ad alto potenziale di rischio, dal punto di vista delle Entrate. Una volta accertata la sospetta evasione, ci sarà un ampio contraddittorio in cui il contribuente potrà esporre le proprie ragioni. Se non saranno ritenute sufficienti, l’ Agenzia, per evitare l’ accertamento vero e proprio, darà la possibilità di chiudere il contenzioso con il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte. Visto che il Risparmiometro confronta le spese effettuate durante un anno con le entrate e fa la tara con la liquidità, i risparmi e le polizze assicurative, sembra davvero difficile ora farla franca al fisco. A meno che non si tratti di evasori totali, senza conti correnti, che utilizzano esclusivamente i contanti per tutte le spese. Oggi come oggi, un caso piuttosto raro.

di Antonio Spampinato – –  www.liberoquotidiano.it



   

 

 



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