Notre Dame e Benedetto XVI: la difesa delle radici cristiane

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Nella Settimana Santa, dove i cattolici rievocano la Passione e morte di Gesù Cristo, sono numerosi i fatti che hanno scosso la Chiesa Cattolica. Dall’incendio alla cattedrale di Notre Dame, agli appunti del Papa emerito Benedetto XVI. Rimane un filo conduttore: la difesa e la salvaguardia delle radici cristiane in Europa.

L’incendio di Notre Dame – – Appena qualche giorno fa gli occhi del mondo erano puntati sulla cattedrale di Notre Dame, a Parigi. Il dubbio che impazza tra gli opinionisti estemporanei è come finirà il restauro. Si terrà conto dell’autenticità? O si aggiungeranno elementi moderni?
Domande scontate, che hanno colmato ore ed ore di diretta televisiva tra edizioni straordinarie, speciali, approfondimenti e talk show. Ma nessuno è andato al cuore del problema. Ciò che quella chiesa rappresenta. O meglio, ciò che l’istituzione religiosa dovrebbe rappresentare. Perchè ad andare in fumo, oltre la struttura, è l’Europa cristiana, dominata dalla élite liberale. La stessa che promette soldi per ristrutturare ma nel contempo ha rinnegato le sue radici, cancellando il passato medievale attraverso il quale è diventata un faro di civiltà.



Eppure, nonostante la dinamica sia tutta da chiarire, rimangono alcune certezze. Le chiese non solo bruciano ma vengono vendute, vandalizzate, profanate e svuotate del loro significato. Al loro posto sorgono moschee, si moltiplicano come funghi. In nome dell’ecumenismo abbiamo deciso di rinunciare al nostro essere per compiacere il prossimo. E’ dunque la nostra spiritualità, la nostra storia, siamo noi che andiamo a fuoco.

Benedetto XVI

Colpisce l’immagine della croce dorata all’interno della chiesa. L’abbiamo vista tutti destando non poco stupore. Qualcuno ha parlato addirittura di “miracolo”. Ma servirà, nonostante questa grande perdita, a far capire ai francesi che non è andata in fiamme la loro cattedrale più importante ma rischia rinnegando le radici cristiane di far crollare la storia, cultura e tradizione? Far tornare alla luce Notre Dame sarà possibile. Far capire tali concetti ai cugini d’oltralpe forse no.
Eppure Dio, malgrado tutto, offre sempre speranza di redenzione. Una croce sulla quale morire per poter risorgere. Al di là di ogni colpa.

Negli appunti di Benedetto XVI, un messaggio più profondo
In questo ragionamento vi è parte del cuore degli appunti del Papa emerito, Benedetto XVI, diffusi nei giorni scorsi. Parole che non lasciavano margine d’interpretazione. E forse il suo parlar chiaro fu motivo di quelle dimissioni così chiacchierate.

Un durissimo atto d’accusa verso l’Occidente sempre più scristianizzato. Una Chiesa che paga con la lontananza dei fedeli il suo voler essere più caritatevole che orante. E la lontananza da Dio diviene lontananza dalla bellezza della vita. Perchè Cristo non morirà domani quando faremo memoria del Venerdì Santo. Lo abbiamo ucciso, involontariamente o meno, nel nostro cuore.
Ho sempre considerato Benedetto XVI un grande Pontefice. Mi sono scontrato con tutti, nonostante arrivasse dopo un gigante di santità qual era Giovanni Paolo II. Ma è grazie a questi due pontefici che ho imparato ad amare la Chiesa, benchè strabordante di peccatori. Ci hanno dato le risposte giuste al momento giusto. Nonostante altri, subdolamente, ci convincevano che spegnendo quella luce retrograda, medievale e reazionaria, ne avremmo accesa un’altra molto più splendente. Invece siamo rimasti al buio.

PIETRO SERRA

Presidente “Alternativa Futura per l’Italia”



   

 

 



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