Tornano in mare le Ong e 120 migranti rischiano di annegare

Sono stati soccorsi da un rimorchiatore in servizio presso le piattaforme davanti alla Libia i migranti che erano a bordo di un gommone dal quale era stato lanciato un allarme nel pomeriggio di ieri, raccolto dalle navi delle Ong Proactiva Open Arms e Mediterranea. Secondo quanto si apprende da fonti italiane, il rimorchiatore avrebbe raggiunto il gommone nella tarda serata e dopo aver recuperato i migranti starebbe attendendo l’arrivo di una motovedetta della Guardia Costiera Libica, che ha comunicato alle autorità italiane di aver preso il coordinamento dei soccorsi.

La ong ‘Mediterranea’ aveva scritto su Twitter che “Centoventi persone rischiano di annegare adesso. Abbiamo informato il centro di coordinamento del soccorso marittimo italiano e su loro indicazione i libici, senza alcuna risposta. Il gommone imbarca acqua, alcune persone sono già annegate. Noi siamo a più di otto ore di navigazione”. Il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che è a bordo della nave Jonio, ha spiegato che la ong “ha ricevuto verso le 19 un’informazione via mail dal sistema ‘Alarm Phone'”, una rete non istituzionale che diffonde allarmi dalla zona Sar.

Inoltre sono 82 i migranti salvati dalle motovedette della Guardia di finanza a diverse miglia di distanza da Lampedusa (Ag). Sul primo barcone c’erano 14 tunisini. Nella seconda imbarcazione, invece, c’erano 68 extracomunitari. I due gruppi, dopo l’approdo al molo Favarolo, sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove sono stati sottoposti alle visite mediche e dove è stata avviata l’identificazione. ansa

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