Manovra, c’è l’intesa: deficit al 2,4%

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Manovra, l’accordo c’è. A quanto apprende l’Adnkronos da autorevoli fonti di governo, l’accordo sul Def sarebbe stato raggiunto fissando l’asticella del rapporto deficit/Pil al 2,4% . “Accordo raggiunto con tutto il governo sul 2.4%. Siamo soddisfatti, è la manovra del cambiamento” hanno dichiarato i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in una nota congiunta. Nonostante il confronto duro e serrato di sul rapporto Deficit-Pil, assicurano fonti di governo non c’è stata alcuna richiesta di dimissioni al responsabile del Mef.

SALVINI – Nel corso di una lunga giornata di trattative Lega e M5s avevano respinto l’offerta di Tria di un ritocco al 2,1%. “Tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani – ha detto il ministro dell’Interno Salvini -, diritto alla pensione per almeno 400.000 persone e altrettanti posti di lavoro a disposizione dei nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni. Nessun aumento dell’Iva”.

DI MAIO – Soddisfatto anche il ministro del Lavoro Di Maio che dice: “Abbiamo portato a casa la manovra del popolo che per la prima volta nella storia di questo Paese cancella la povertà grazie al reddito di cittadinanza”. La manovra stanzierà “10 miliardi” di euro per il reddito di cittadinanza, “e rilancia il mercato del lavoro anche attraverso la riforma dei centri per l’impiego. Restituiamo futuro a 6 milioni e mezzo di persone”. In manovra anche “il superamento della Fornero, chi ha lavorato una vita può finalmente andare in pensione liberando posti di lavoro per i nostri giovani, non più costretti a lasciare il nostro Paese per avere un’opportunità”, annuncia. “Non restano esclusi i truffati delle banche, che saranno risarciti con un Fondo ad hoc di 1,5 miliardi”. “Per la prima volta lo Stato è dalla parte dei cittadini. Per la prima volta non toglie, ma dà. Gli ultimi – prosegue Di Maio – sono finalmente al primo posto perché abbiamo sacrificato i privilegi e gli interessi dei potenti. Sono felice. Insieme abbiamo dimostrato che cambiare il Paese si può e che i soldi ci sono”. Il vicepremier spiega poi come abbiano “inserito anche la pensione di cittadinanza che restituisce dignità ai pensionati perché alza la minima a 780 euro”. ADNKRONOS

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