Sgomberi Roma, Raggi: “linea soft per evitare una guerra civile”

Una linea dura che Roma non può permettersi. Una circolare fatta ad arte per sbloccare lo stallo sulle occupazioni romane. Un documento che impone durezza – anche troppa – e che, paradossalmente, può trasformarsi in un boomerang per la sindaca Raggi. Ecco perché la prima cittadina, spalleggiata anche dalla Regione Lazio, da ieri racconta una linea soft, partendo dalle urgenze, allontanando il “fuori tutti” che la circolare del Viminale suggerirebbe.

Ieri a Radio Radio la prima cittadina è stata chiara: “A Roma abbiamo circa 90 immobili occupati, sia privati che pubblici. Si stima che dentro ci siano circa 10.000 persone. Parallelamente a questo abbiamo 12.000 persone in lista di attesa. Ci dobbiamo muovere in maniera molto soft per cercare di evitare una guerra civile. Se buttiamo fuori dalle 90 case tutti gli occupanti diventa un problema di ordine pubblico”. Quindi niente sgomberi? Non è detto. Raggi prova a rimandare la palla al Viminale: “Sugli sgomberi non decide Roma ma il ministero dell’Interno e la Prefettura a cui va prestata assistenza con i censimenti e con la Polizia locale. Il Comune deve prendersi in carico le persone fragili”. E qui arriva l’ammissione di una mancanza, l’incapacità di assistere e farsi carico dei potenziali sgomberati: “Roma ha la capacità di farsi carico di 10.000 persone? No, quindi abbiamo iniziato con le situazioni più urgenti”.

E Salvini, che ne pensa? Nello specifico non commenta le dichiarazioni della sindaca. Le parole pronunciate a Radio Anch’io però appaiono diametralmente opposte: “La maggioranza degli occupanti non sono bisognosi, ma furbi o violenti e sono irrispettosi di chi è in fila da anni in attesa di una casa popolare”. Quindi il leader leghista ha poi aggiunto: “Siccome la proprietà privata è un diritto non si capisce perché all’occupante abusivo il sindaco prima di buttarlo fuori debba garantire un’altra casa”. In particolare quest’ultima frase sembra una bordata a Comune e Regione che insieme stanno lavorando alle alternative, compresi gli alloggi.

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