Bekaert chiude e delocalizza in Romania: 318 dipendenti licenziati

La multinazionale belga Bekaert ha deciso di chiudere il suo stabilimento toscano per spostarne la produzione in Romania, una delocalizzazione che costerà il posto di lavoro a 318 persone. Rabbiosa la reazione dei sindacati e del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, che, dopo un incontro inconcludente con i rappresentanti dell’azienda, afferma di non aver “mai visto un’azienda così arrogante” e promette di trovare strumenti di “moral suasion” per risolvere la vertenza.

La società ha confermato l’intenzione di chiudere il sito di produzione di Figline e Incisa Valdarno (Firenze), dedicato alla produzione di rinforzi in acciaio per pneumatici, decisione che comporterà il licenziamento di 318 dipendenti. Nell’incontro coi sindacati che si è tenuto ieri a Roma, al Mise, la delegazione della società ha spiegato le ragioni della scelta: negli ultimi anni il sito di Figline non ha generato “una performance finanziariamente sostenibile”. Secondo Bekaert, “le perdite degli ultimi anni sono strutturali e irreversibili e hanno portato alla decisione di cessare tutte le attività”.

318 che rischiano di perdere il lavoro nello stabilimento toscano – evidenzia Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl,

“sono per lo più operai di mezza età che se licenziati, avranno grosse difficoltà per trovare un altro impiego”. “Oltre il danno anche la beffa: grazie al Jobs Act, se un’impresa cessa la sua attività, i dipendenti non hanno diritto alla cassa integrazione”, accusa Capone. “Molti di loro sono anche prossimi alla pensione. Si tratta di 318 famiglie che rischiano di finire sulla strada.

Di Maio: “Non ho mai visto tanta arroganza da una azienda come questa e ho assicurato al vice presidente europeo che è venuto al tavolo che, siccome loro non hanno dato nessuna disponibilità neanche a bloccare per un giorno il piano di mobilità, questo governo si premurerà di andare in giro per il mondo a raccontare la poca attendibilità di questa multinazionale“, ha detto Di Maio, al termine del tavolo, ribadendo che “loro avranno un primo sponsor negativo nel mondo che sarà il governo italiano”. “Purtroppo – ha spiegato il ministro – su questo tavolo devo incassare l’arroganza di una multinazionale che crede di passarla liscia venendo qui, si fa 3 anni, utilizza i nostri lavoratori e poi se ne va dicendo: ‘Scusate ma i piani finanziari non andavano bene'”.

https://www.agi.it/economia/bekaert_licenziamenti_di_maio-4119848/news/2018-07-06/



   

 

 

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