La sinistra non molla: sarà guerra civile o colpo di stato?

di Aldo Grandi

I mistificatori del Pensiero Unico Dominante stanno cominciando a mobilitarsi. Di fronte alla nascita di un governo apertamente nato contro il sistema, essi si ergono, con la scusa di combattere un risorgente, ma inesistente nazionalismo, a difensori degli organismi sovranazionali. Distruggere ogni senso di appartenenza, ogni senso di identità, ogni traccia che possa ricondurre a delle radici o alle origini, tutto deve essere abbattuto affinché prevalga l’Uomo Nuovo che per i nipotini di Stalin vorrebbero privo di identità, senza legami, senza confini, senza passato e, ancor di più, senza speranza per il futuro: un automa, sradicato dalla propria terra e cittadino di un mondo alla deriva dove l’omogeneizzazione avrà il sopravvento in nome di una mediocrazia che è l’antitesi della democrazia.

Assistiamo ad un sindaco di Napoli, ex magistrato – guardatevi sempre dai magistrati che scendono in politica – il quale si rifiuta di accogliere a Napoli il ministro dell’Interno del proprio Paese nemmeno si trattasse di un provvedimento di polizia per una partita di calcio. Dobbiamo sorbirci le cronache televisive e cartacee dei giornalisti leccaculo assunti nel corso degli anni del cosiddetto arco (in)costituzionale. A Milano sfilano contro la Lega e Salvini accusando entrambi di omicidio per l’immigrato ucciso a fucilate e invece di comprendere che la colpa è di chi permette l’arrivo di milioni di disperati senza arte né parte, si accusano di razzismo coloro che non ne possono più di questa invasione strisciante.

Salvini è consapevole che la Lega sta guadagnando terreno ovunque, anche al sud e sa benissimo che le elezioni, così come il futuro politico in Italia, si giocheranno sul terreno della lotta all’immigrazione. Gli italiani hanno votato di pancia, ma se torneranno a votare, voteranno anche con lo stomaco e, probabilmente, con l’intestino al punto che saranno tonnellate di merda a cadere sopra coloro che sembrano aver dimenticato di essere, soprattutto e prima di tutto, italiani. A Sinistra si soffia sugli ultimi fuochi della ormai defunta Resistenza per ritrovare un collante che non attacca più. Si sponsorizzano le cause perse delle minoranze, di tutte indistintamente, e se non bastano se ne inventano altre con l’obiettivo di metterle tutte insieme e raccogliere voti.

Ma non va così o, almeno, non va così sempre e quello che sta accadendo in Italia e in altri Paesi europei è la dimostrazione che i popoli vogliono tornare ad essere sovrani e non sono più disposti a vedere devastati quei sentimenti e quei valori che, da secoli, sono rappresentati dal buonsenso e dalla natura umana.

Sarà una estate di sbarchi, ancora più numerosi, se possibile, degli altri anni. Salvini dovrà scegliere: o fare qualcosa o perdere credibilità e seguito. Se adotterà provvedimenti drastici – come ci auguriamo – la Sinistra farà appello alla piazza per cui si assisterà a una guerra strisciante tra manifestanti e forze di polizia le quali, fino ad oggi, hanno pagato il prezzo più alto di una tolleranza non condivisa, ma accettata per non perdere lo stipendio.

Gli immigrati scenderanno in piazza come hanno fatto in Francia, in Germania, in Inghilterra dove, ormai, la fanno da padroni al punto che fra qualche decennio, forse anche prima, avranno la maggioranza e potranno occupare le stanze del potere. Il libro Guerrilla di Laureant Obertone che gli schifosissimi quotidiani e periodici del Politically Correct si sono rifiutati di recensire, dovrebbe essere distribuito gratuitamente alle giovani generazioni affinché comprendano quanto la loro libertà e la democrazia siano in pericolo.

Gli italiani, la cosiddetta maggioranza silenziosa, quella che lavora e che deve produrre per poter vivere – esclusa, quindi, buona parte dei bradipi del pubblico impiego – guardano a Salvini con rinnovata speranza e ritrovata fiducia soprattutto se si pensa che, fino all’altro giorno, al suo posto c’era Angelino Alfano. Gli italiani non sono razzisti, non lo sono mai stati e chi sostiene il contrario dimostra non solo di non avere memoria storica, ma di volere a tutti i costi trovare un pretesto per provocare il caos. Gli italiani vogliono, semplicemente, che ognuno resti a casa propria e che in questo Paese continui ad essere lingua prevalente l’italiano, tradizione imperante l’italiana, religione più diffusa la cattolica. Vogliono, in sostanza non sentirsi estranei in casa propria e, al contrario, è proprio ciò che accade in nome di una eguaglianza sancita dai profeti dell’Unione Europea che non trova riscontro nella realtà quotidiana.

Lo abbiamo detto più volte: scherzare con l’identità di un popolo, tradire le sue aspettative, minare la sua stabilità, compromettere i suoi tratti peculiari, violarne le consuetudini ancor più che le leggi, è un gioco non solo molto pericoloso, ma una vera e propria sottomissione a cui si vogliono relegare coloro i quali, su questa terra, hanno vissuto per millenni. I suicidi stolti del PUD vorrebbero l’avvento dell’Unione Europea con tutti i suoi abitanti che dovrebbero sentirsi più europei che appartenenti alle singole nazioni. E non si rendono conto, o lo fanno apposta, che distruggendo i confini e le identità, si provocano danni irreparabili, si vìola il senso del limite per sbarcare in una società dove tutto è permesso e tutto è possibile.

Allora sorge spontanea una domanda: è più concreto il rischio di una guerra civile o di un colpo di stato?

fonte  – La Gazzetta di Lucca

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