“Non siamo venuti qui per farci ammazzare”, manifestazione dei ‘migranti’ a Bologna

Appuntamento in Piazza XX Settembre, alle ore 14 di sabato 24 marzo per la manifestazione anti-razzista indetta dal coordianento migranti bolognese.

Un evento per dire ‘no’ al razzismo: “Noi donne e uomini migranti siamo qui per costruire una vita migliore – scrivono – lottiamo ogni giorno contro il razzismo, il ricatto del permesso di soggiorno, la negazione del diritto d’asilo, lo sfruttamento sui luoghi di lavoro e la povertà. Ora però è la nostra stessa vita a essere in pericolo: non siamo venuti in questo paese per farci ammazzare per le strade. Per questo è giunto il momento di scendere in piazza anche a Bologna e prendere parola contro razzismo, violenza e sfruttamento! Per Idy Diene e per tutti noi!”

SOSTENGONO LA MANIFESTAZIONE: Associazione senegalese “Cheikh Anta Diop”, Associazione ASAHI, ASAHI Modena, Associazione dei lavoratori marocchini in Italia, Associazione degli studenti Migranti Unibo, Associazione Nazionale Rom, Circolo Anarchico C. Berneri, COBAS Bologna, Connessioni Precarie, Consiglio Nazionale dei Rom Sinti e Caminanti dell’Emilia-Romagna, Coordinamento antifascista Murri, Diaspora Ivoirienne d’Emilia-Romagna, Eritrea Democratica, Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito), Labas, La comune Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”, Laboratorio Smaschieramenti, Partito dei Carc, Refugees Welcome Italia Onlus, Scuola Aprimondo, Sentieri di libertà Bologna, Tpo, Usi Unione Sindacale Italiana A.I.T., Yerèdemèton

www.bolognatoday.it



   

 

 

4 Commenti per ““Non siamo venuti qui per farci ammazzare”, manifestazione dei ‘migranti’ a Bologna”

  1. Questi in Italia non sarebbero MAI neppure dovuti entrare,altro che manifestazione”antirazzista”!
    Se ne tornassero da dove sono arrivati!

  2. paolinopierino

    Chi vi vuole vi ospiti a casa sua.!!!

  3. Una piccola notazione, così tanto per dire. “non siamo venuti in questo paese per farci ammazzare per le strade.” Mi permetto di obiettare, ma chi li ha chiamati? Sono quasi tutti clandestini

  4. se provassimo ad entrare nei loro paesi come loro entrano dai noi, fineremmo prima a marcire in galera per un bel pò e poi verremmo rispediti in Italia a calci. Non osassero quindi parlare di razzismo a noi. e provassero piuttosto a usare questi argomenti nei “civilissimi” States, vediamo cosa accade… Esistono regole e vanno rispettate come ogni altro Paese al mondo. se non gradiscono possono tornare indietro, dalle famiglie che hanno abbandonato laggiù…. non li abbiamo chiamati noi.

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