Istat: decessi record nel 2017, giu’ la speranza di vita

Mai così poche culle. E mai così tanti decessi. Il 2017 si prospetta come l’anno nero della demografia italiana, tale da ribaltare la tendenza all’innalzamento dell’etĂ  per la pensione, almeno secondo il report del primo semestre comunicato ieri dall’Istat con l’aggiornamento a giugno del «bilancio demografico mensile». Altro che aumento dell’aspettativa di vita!

Le nascite, in linea con il trend di flessione, sono state in sei mesi 219.976, circa 1.500 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, scrive il Messaggero. Ma a fare impressione è l’impennata del numero di morti: nel primo semestre dell’anno in corso sono deceduti 343.420 italiani, cioè 28 mila in piĂą rispetto ai 314.692 del medesimo periodo del 2016, pari a un incremento dell’8,8%. Battuto anche l’anno record della mortalitĂ  italiana, il 2015, quando i morti nel periodo gennaio-giugno furono 339.479, un dato clamoroso che portò, nel saldo di fine anno, 647.571 decessi registrati e il calo della speranza di vita in Italia.

Il 2016, è notizia di pochi giorni fa, si è chiuso con un numero di morti sceso a 615.261, per cui la speranza di vita è tornata a crescere. Una notizia positiva che però ha come contraccolpo l’aumento dell’etĂ  per la pensione, che dal primo gennaio del 2019 salirĂ  a 67 anni, contro i 66 anni e sette mesi attuali. Un automatismo che fa discutere, sia perchĂ© riduce le prospettive d’ingresso nel mondo del lavoro per i piĂą giovani, sia perchĂ© l’aumento della speranza di vita non appare una tendenza così scontata dopo la battuta d’arresto del 2015. E i dati snocciolati ieri dall’Istat (in forma grezza, senza comunicato stampa) confermano i dubbi di chi invita a una riflessione prima di far scattare l’aumento a 67 anni dell’etĂ  per la pensione di vecchiaia.