Verso «il diritto di conquista umanitaria»?

Riprendiamo di seguito, nella nostra traduzione, un interessante articolo di Alexandre Del Valle[*] che alimenta la consapevolezza necessaria per arginare, in nome della sopravvivenza dell’Europa finora inerte e suicidaria, l’invasione migratoria che costituisce una pesante minaccia alla nostra cultura e civiltà. Mentre nei confronti del fenomeno prevale una retorica dell’emozione di cui fa uso e abuso il sistema mediatico al servizio del pensiero dominante per meglio neutralizzare il pensiero critico. Con l’aggravante di una Chiesa che sembra affrontare il problema solo dal punto di vista di un’accoglienza indiscriminata; il che rende i cattolici europei sempre più disorientati dal fatto che la loro Chiesa, al pari dei loro governanti, favorisca i lontani a scapito dei vicini, disinteressandosi della loro sorte e di quella dei loro figli.
In questo nostro tempo anche la politica è in crisi e dunque manca la rielaborazione – ragionevole e non di parte – dei fatti, rispetto ai nuovi scenari e realtà che impongono nella nostra Europa convivenze tra culture non integrabili, anche perché l’Islam nega i diritti civili che sostituisce con un diritto religioso integralista. Mentre l’occidente deve recuperare i veri diritti basati su valori autentici e non su una pseudo-libertà che diviene “licenza”. L’impegno è tanto più indispensabile, sia per il mondo arabo che per quello occidentale, soprattutto per la faccia multieuropea dei nostri Paesi, nei quali sta prendendo corpo un “mormorar di popolo” (impropriamente liquidato come “populismo”) che esige responsabilità e governabilità di fenomeni complessi per evitare il rischio di reazioni estreme che possono sfuggire di mano. (M.G.)


Verso «il diritto di conquista umanitaria»?
Alexandre Del Valle

O come le lobbies minoritarie favorevoli all’immigrazione e altre ONG pro-migranti sono legittimate a calpestare la legalità nazionale ed europea.

 

Ogni giorno in Sicilia (o altrove nelle isole greche o dei Balcani o a Ceuta e Melilla nel Marocco spagnolo) sbarcano migliaia di immigrati clandestini che gli italiani chiamano «i recuperati», perché sono ogni giorno soccorsi e “recuperati” attraverso gli sforzi assidui di navi di salvataggio (illegali) gestite da organizzazioni umanitarie impegnate ideologicamente nel rifiuto delle frontiere e dell’immigrazionismo come principio (Moas, Jugend Rettet Stichting Bootvluchting, Medici Senza frontiere, Save the Children, Proactiva Open Arms, Mare -Watch.org, Sea-Eye, bateau Life).

Non a caso, tra coloro che “prestano” le loro barche (altamente attrezzate e costose), troviamo i soliti sponsor dei “No borders”, come le molteplici istituzioni e ONG umanitarie ‘che ruotano attorno al “miliardario filantropo” George Soros (Open Society).

Come emerge da molti resoconti, documenti, relazioni nazionali ed europee piuttosto ufficiali, sappiamo che la sola galassia ONG “Senza frontiere” relative alla Open Society Foundation (co-finanziata da altri benefattori) ha stanziato solo per il 2015, 500 milioni di dollari per promuovere “l’arrivo di migranti” in Europa. In dieci anni, gli investimenti all’unico scopo di contrastare le politiche europee in materia di immigrazione sono stimati tra 2 e 5 miliardi. Ma Soros non è l’unico contributore. Human Rights Watch (HRW) ha finanziato tali strutture di “recuperatori” per la somma di 100 milioni di euro per un periodo equivalente. HRW è esplicitamente citata sui siti Internet delle ONG pro-immigrati illegali, specialmente W2eu e WatchTheMed.
Questa realtà di finanziamento – da parte di miliardari e ONG – della immigrazione di massa illegale (profetizzata nel 1970 da Jean Raspail in “Le_Camp_des_saints“), che ha già contribuito a destabilizzare l’Europa e a far crescere i consensi a partiti populisti, è raramente descritta dai media benpensanti. E spesso sbrigativamente liquidata nel novero delle tesi “complottiste” e “xenofobe”. Abbiamo voluto saperne di più, perché in questo periodo di elezioni presidenziali [ndT: l’Autore parla dal fronte francese, ma i suoi contenuti ci riguardano con altrettanta drammatica immediatezza], e ben sapendo che i “migranti” e altri “sans-papier = senza documenti (e dunque senza cittadinanza e identità)” sono in realtà istradati attraverso un grande traffico di esseri umani da reti criminali (droga, prostituzione, reti di criminalità, documenti falsi, viaggi illegali, contrabbando, lavoro nero, terrorismo, ecc), è un po’ sorprendente che né gli Stati sovrani – le cui leggi vengono violate dalle citate organizzazioni non governative – né le istituzioni europee come Frontex non abbiano posto fine a questa complicità tra “soccorritori umanitari” e circuiti criminali di clandestini che ancora violano le leggi in vigore, il controllo dei flussi migratori e la difesa dei confini.

Queste informazioni sono note e deplorate da parte delle autorità sovrane dei Paesi membri dell’Unione Europea e spesso trapelano sul sito di InfoDirekt che attinge ai servizi segreti austriaci. Il ruolo del magnate americano di origine ungherese, ma anche quello delle organizzazioni non governative come MSF, o HRW sono noti. Tuttavia, quello del Dipartimento di Stato, che ha spesso sostenuto questo fenomeno (e l’idea di portare la Turchia nella UE), in particolare sotto l’amministrazione Obama, è meno noto al grande pubblico.

Lungi dall’essere frutto della propaganda dell’ “estrema destra”, questa realtà è stata denunciata nei rapporti ufficiali dell’Agenzia europea incaricata della questione, Frontex, il cui direttore, Fabrice Leggeri, di recente ha fortemente criticato la tendenza di queste ONG (opposte all’ordine costituito) di aiutare “migranti” clandestini e “rifugiati” (per la maggior parte falsi) a stabilirsi in Europa “recuperandoli” in misura crescente nei pressi delle coste libiche. Ciò di fatto ha incoraggiato i trafficanti libici e altri mafiosi migratori  a caricare sempre più “recuperabili” su loro imbarcazioni di fortuna e caricarli sempre più (malamente) per poi lasciarli andare alla deriva (o persino affondare) presso le coste libiche sapendo che le barche di ONG sorosiane e altre organizzeranno per loro il resto del viaggio…. Come da anni deplorano le autorità italiane e greche presso Bruxelles e le altre capitali del Nord Europa – che obbligano i paesi frontalieri del Mediterraneo a ricevere queste masse a volte minacciose e assumono solo i costi. Leggeri è costernato che oggi gli obiettivi dei trafficanti di clandestini, delle reti di trafficanti di esseri umani “sono le ONG cosmopoliticamente corrette che nessun media benpensante o nessun politico (tranne che i populisti) osa criticare o vietare dacché la sinistra xenofila rivoluzionaria, così influente sui media e sui movimenti cosiddetti anti-razzisti, è riuscita a demonizzare e squalificare qualsiasi persona o partito ostili ai postulati immigrazionisti.

L’asse d’intervento immigrazionista e il lassismo degli Stati europei complessati sono una manna per la “mafia migratoria”

Vera manna per i criminali contrabbandieri e per i trafficanti di esseri umani (la mafia turca, libica, albanese, ecc), gli “spazzini” prezzolati hanno permesso loro di ridurre significativamente i costi e le distanze dei viaggi, peraltro ancora fatturati a caro prezzo (tra i 2000 e i 10.000 euro a seconda dei progetti migratori). Essi hanno infatti creato una tendenza all’aumento degli incentivi e quindi anche del rischio di morti in mare, che ha alimentato la propaganda colpevolizzante che mira a rendere l’Europa moralmente responsabile di queste tragedie che sono in realtà causate da reti di trafficanti illegali e ONG pure illegali nel loro sostegno per l'”umanitaria” immigrazione illegale … Fabrice Leggeri, che dovremmo ascoltare e pubblicizzare di più per avere un corretta conoscenza del fenomeno, e dunque mediante lui l’Unione europea e i suoi Stati membri, ha denunciato esplicitamente le attività sovversive di “salvataggio marittimo”, finanziate in particolare da parte delle istituzioni di George Soros.

Tra le operazioni di navi di grosso calibro noleggiate e finanziate da ONG che trasferiscono nei nostri porti migliaia di immigrati clandestini abbandonati dai loro trafficanti-schiavisti criminali in acque libiche, citiamo il Topaz soccorritore delle ONG Moas, il Bourbon Argos di Medici senza frontiere (MSF), o ancora il MS di Sea Eye, quasi sempre finanziati dal miliardario esterofilo. Ricordiamo ancora che questa imponente flotta di navi fantasma battenti bandiere panamensi (Golfo Azzurro dell’associazione olandese e Dignity1 MSF), del Belize (vedi il Fenix del Moas) o delle Isole Marshall (Topaz 1 di Moas), hanno come obiettivi dichiarati l’incitamento alla disobbedienza alle leggi europee e nazionali ed evitare che l’UE controlli questi confini.
Questo obiettivo sovversivo, lungi dall’essere frutto delle fantasie “complottiste” di “xénofobi populisti” europei, è chiaramente espresso negli stessi siti di queste organizzazioni “buoniste” come dicono gli italiani. L’associazione tedesca Sea Watch, che gestisce due navi di salvataggio, lo definisce “lotta per il diritto alla libertà di movimento” e “rifiuta di accettare distinzioni arbitrarie tra rifugiati e migranti”; il che di fatto rende nulli : la richiesta del rispetto della confini, il principio della sovranità e le leggi in vigore nelle nostre società.
Quanto a Sea Eye, un’altra organizzazione tedesca che noleggia una nave di 26 metri e organizza “ponti di salvataggio”, afferma con orgoglio sul suo sito web di battersi “contro eventuali piani futuri europei – in fase di discussione con le autorità magrebine – di trasferire i migranti nei campi in Libia e Tunisia”. Allo stesso modo, un articolo pubblicato sul sito web dell’organizzazione Moas Maltese, che finanzia la nave di soccorso Topaz assume un piano e un progetto direttamente basati sulla promozione dell’illegalità: l’autore dell’articolo riporta fieramente il “salvataggio di 650 migranti recuperati nella notte del 21-22 novembre 2016 a 20 chilometri dalla costa della Libia e poi inviati in Italia”, l’articolo afferma che una “flotta umanitaria” funziona bene entro il limite di dodici miglia (22,2 km) delle acque territoriali.

Un “manuale” per l’organizzazione dell’ immigrazione clandestina …

Ancora più disinibiti, abbiamo anche trovato “manuali” di facilitazione della migrazione clandestina, come ad esempio il dettagliato opuscolo del movimento w2eu ( “Welcome to Europe”) trovato sull’isola di Lesbo, il 23 settembre, 2016 da un corrispondente di Sky News Jonathan Samuels. Egli ha analizzato questo vero e proprio “manuale operativo di sfruttamento illegale del diritto” la cui copertina conteneva una fotografia struggente di grande attualità di un giovane uomo seduto su una spiaggia al tramonto con sguardo sognante verso il mare e due treni ai piedi … Questo “codice” del migrante illegale perfetto, scritto in arabo, contiene in particolare i numeri di telefono di agenzie che aiutano gli immigrati durante il viaggio, come la Croce rossa e l’UNHCR – l’alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Per quanto riguarda il portale Internet di “w2eu” è costantemente aggiornato e ben documentato. Nella home page, si dice: “w2eu fornisce contatti e consigli ai rifugiati e ai migranti nel loro cammino. Alle frontiere esterne dell’Europa, le persone si vedono negato l’ingresso, sono imprigionate e deportate. Tuttavia, esse continuano a venire. W2eu.info sostiene voi che venite in Europa nella vostra lotta per una vita migliore”… Poche righe dopo, un bel racconto narra la storia di una “donna eritrea”, che sarebbe venuta “per caso a Lesbo” ( mentre le rotte di migrazione organizzate dai trafficanti sono molto costose, pianificate e basate su una richiesta geografica precisa): “Ora posso vedere chiaramente a cosa assomiglia l’Europa: invia i suoi eserciti per combatterci in mare e nelle carceri dove ci infligge trattamenti orribili. La conclusione non ha alcun commento: “Diamo il benvenuto a tutti i viaggiatori nei loro passaggi difficili e auguriamo a tutti buon viaggio. Perché la libertà di movimento è un diritto per tutti”. Salvo che in questo caso si tratta di un diritto fuori legge … Nella stessa logica del già citato Manuale d’immigrazione illegale, il portale w2eu fornisce informazioni molto dettagliate su ogni paese europeo dove è denunciata la “gestione dei flussi migratori molto rigida” e vengono forniti molti “contatti utili “per gli immigrati clandestini- Tra i più conosciuti in Italia sono quelli della Comunità di Sant’Egidio a Roma, l’Arco – Nuova associazione a Milano, il Naga-Har Center associazione di “assistenza sociale e sanitaria volontaria e cura dei diritti dei cittadini stranieri”, con sede a Roma, e ancora Sinti e Arci,  Todo change, che ha filiali a Bari, Firenze, Prato, Bologna, Venezia .. .

Attenzione particolare merita il portale internet dell’organizzazione WatchTheMed-Alarmphone per la qualità del suo design e per le “informazioni utili”, che fornisce in tempo reale una base geografica interattiva per “gruppi di rifugiati in mare”. Questo sito si chiama “guardando il Mar Mediterraneo” e si presenta come una piattaforma on line il cui obiettivo dichiarato sulla home page è quello di “monitorare le vittime e le violazioni dei diritti umani dei migranti alle frontiere marittime dell’Unione europea”, retorica incredibilmente sovversiva in senso etimologico, poiché i termini utilizzati suggeriscono che è il migrante clandestino che si trova dalla parte della legge e lo stato-nazione il violatore della legge e dei diritti dell’uomo sanciti dalle costituzioni.
WatchTheMed mette anche a disposizione dei “migranti in mare” numeri-verdi satellitari di emergenza o “telefoni d’urgenza” che rispondono 24 ore su 24 il cui obiettivo dichiarato è quello di garantire che siano bypassati le Guardie costiere. i funzionari, le dogane e la polizia di frontiera. L’altro scopo dichiarato dalle ONG è quello di esercitare efficaci pressioni sulla stampa e sui politici affinché gli Stati moltiplichino le operazioni di “salvataggio” più veloci e più efficienti invece di applicare la legge e sanzionare le immigrazioni clandestine illegali. Si tratta dunque di veri e propri “cani da guardia del Mediterraneo” che aiutano i migranti illegali e “sorvegliano” e “sanzionano” moralmente le autorità degli Stati sovrani sottoposte ad una intensa guerra psicologica fondata sulla redutio ad Hitlerum o accuse di fascismo “disumanizzazione-demonizzazione” delle forze di sicurezza accusate di “complicità nel genocidio in mare”. In un articolo pubblicato sul sito web del WatchtTheMed, si apprende che la toccante “Sonia”, che non ha ovviamente voluto “rivelare il suo cognome” a Sky Nouvellespar per “timore di ritorsioni” da parte delle autorità, testimonia la sua gratitudine alla ONG che ha “distribuito gratuitamente ai membri della nostra rete di guide in Turchia e sulle isole del Mar Egeo, ad Atene e in altre città greche”. L’ONG è orgogliosa di ricordare che ai migranti sono distribuiti molti altri opuscoli sulla “sicurezza in mare” come “servizio di emergenza, che offriamo ai rifugiati” … la retorica abilmente utilizzata è sempre quella delle autorità sovrane alle quali sembrano sostituirsi quelle organizzazioni che si considerano più legittime degli stati nazionali e sono riuscite a imporre questa doxa sul piano mediatico e ideologico, per cui è più corretto non parlare di immigrati clandestini, ma di “migranti”, “rifugiati” o di “sans-papier” in una logica di vittimismo, che approva la contro-legge e l’illegalità come diritto autentico moralmente legittimo.
Tornando alla nostra cara “Sonia”, che ricorda di parlare correntemente l’arabo e di essere, dal suo domicilio austriaco, uno dei “tanti volontari di WatchTheMed”: “Siamo un grande gruppo di circa 100 persone presenti in tutta Europa e nel Nord Africa “.

In conclusione, mi sovvengono due domande:
Perché i poteri politici dei paesi europei – ad eccezione di qualche raro “xenofobo populista” – non osano interdire le attività sovversive illegali di queste ONG che ostacolano l’applicazione della legge e violano la sovranità delle nazioni?
Perché il numero di strutture chiamate “anti-razziste”, “umanitarie” associative terzomondiste, NO Global, ambientaliste, diritti dell’uomo ideologicamente orientati e molto spesso legati a partiti di estrema sinistra totalitari, rivoluzionari e talvolta violenti e che diffondono in tutti i nostri paesi europei le azioni illegali di “soccorritori di migranti in mare” sono spesso finanziate o garantite dagli stessi poteri pubblici sovrani di cui minano le fondamenta e sfidano la legittimità e la legalità?

[*] Alexandre del Valle, studioso/insegnante e giornalista, esperto in geopolitica, ha pubblicato diversi libri sull’islamismo radicale, il terrorismo islamico e la cristianofobia. Recentemente è uscito in Italia Il caos siriano – Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale scritto in collaborazione con Randa Kassis, che chiarisce molte dinamiche e indica le soluzioni per affrontare un comune nemico «che ci fa guerra sia col terrorismo, il jihad globale, sia attraverso un proselitismo neo-imperiale sponsorizzato dagli “strani amici” sunniti del Golfo»

Fonte – Traduzione a cura di Chiesa e postconcilio

(http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/04/verso-il-diritto-di-conquista.html)



   

 

 

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