La Jihad nell’Era Moderna

Dopo la sua sconfitta sotto le mura di Vienna nel 1683, l’Islam entrò in un periodo di cruciale declino, durante il quale fu sempre più dominato dalle crescenti potenze coloniali Europee. Per la sua debolezza materiale in confronto con l’Occidente, il dar al- Islam era incapace di proseguire campagne militari su larga scala nel territorio degli infedeli. L’Impero Islamico, dominato allora dai Turchi Ottomani, fu ridotto sulla difensiva, di fronte alle potenze Europee sempre più aggressive.

Nel 1865 le pressioni Occidentali obbligarono il governo Ottomano a sospendere la dhimma che opprimeva i sudditi non Musulmani dell’Impero. Ciò consentì opportunità di miglioramento personale e sociale fino ad allora sconosciute agli ex-dhimmi, ma fomentò anche il risentimento da parte dei Musulmani ortodossi che interpretarono questa situazione come una violazione della Sharia e della loro superiorità sugli infedeli, stabilita da Allah.

Alla fine del diciannovesimo secolo, le tensioni tra i sudditi Europei dell’Impero esplosero quando il governo Ottomano massacrò 30.000 Bulgari nel 1876 per una infondata accusa di ribellione alla dominazione Ottomana. Il successivo intervento Occidentale determinò l’indipendenza della Bulgaria, e il governo Ottomano e i suoi sudditi Musulmani furono sempre più preoccupati dagli altri gruppi non-Musulmani che aspiravano all’indipendenza.

Fu in questa atmosfera che avvenne, nel 1896, il primo stadio del genocidio Armeno, con la strage di circa 250 mila Armeni. Sia personale civile che militare parteciparono ai massacri. Peter Balakian, nel suo libro “The Burning Tigris”, documenta tutta l’orrenda vicenda. Ma i massacri dell’ultimo decennio del secolo furono solo il preludio dell’olocausto molto più grande del 1915, che reclamò circa un milione e mezzo di vite. Nonostante che i fattori che contribuirono al massacro fossero molteplici, non c’è alcun dubbio che le stragi non furono altro che una jihad scatenata contro gli Armeni, non più protetti, come prima, dalla dhimma.

Nel 1914, quando l’Impero Ottomano entrò nella Prima Guerra Mondiale a fianco delle potenze centrali, fu ufficialmente proclamata una jihad anti Cristiana. Per promuovere l’idea della jihad, lo “Sceicco dell’Islam” (il più anziano capo religioso dell’Impero Ottomano) pubblicò un proclama che intimava al mondo Musulmano di 24 sollevarsi e massacrare i suoi oppressori Cristiani. “Oh Musulmani,” recitava il documento,”Voi, che siete attratti dalla felicità, e siete sul punto di sacrificare la vostra vita e i vostri beni per la causa della giustizia, e di affrontare con audacia i pericoli, stringetevi ora attorno al trono Imperiale”.

Sull’Ikdam, il giornale Turco che era appena passato sotto la proprietà tedesca l’idea della jihad era enfatizzata: “Le azioni dei nostri nemici hanno scatenato l’ira di Dio. Un barlume di speranza è apparso. Tutti i Maomettani, giovani e vecchi, uomini, donne e bambini devono compiere il loro dovere. … Se lo facciamo, la liberazione dei regni Maomettani soggiogati è assicurata.”…”Chi ucciderà anche un solo miscredente” proclamava un opuscolo,”di quelli che dominano sopra di noi, sia che lo faccia di nascosto o a viso aperto, sarà ricompensato da Dio“. (citato da Balakian in The Burning Tigris, 169-70)

La jihad anti Cristiana culminò nel 1922 a Smirne, sulla costa Mediterranea, dove 150 mila Cristiani Greci furono massacrati dall’esercito Turco sotto gli sguardi indifferenti delle navi da guerra Alleate. In totale, tra il 1896 e il 1923 furono uccisi circa 2,5 milioni di Cristiani, il primo genocidio moderno, ancora oggi negato dal governo Turco.

Dopo la frammentazione dell’Impero Islamico seguita alla Prima Guerra Mondiale, numerose jihad sono state combattute in giro per il mondo da nazioni Musulmane indipendenti e da gruppi jihadisti quasi-statali. Lo sforzo più violento è stato diretto contro Israele, che ha commesso l’imperdonabile peccato di ricostruire il dar al-harb su una terra in precedenza appartenuta al dar al-Islam. Altre importanti jihad includono quella combattuta contro i Sovietici in Afghanistan, quella combattuta dai Musulmani Bosniaci contro i Serbi nella precedente Iugoslavia, dai Musulmani Albanesi contro i Serbi in Kosovo e dai Ceceni contro i Russi nel Caucaso.

Jihad sono state combattute anche in Nord-Africa, in Tailandia, nelle Filippine in Kashmir e in una infinità di altri posti in tutto il mondo. Infine, la stragrande maggioranza di attacchi terroristici in tutto il mondo sono stati commessi da Musulmani, inclusi, ovviamente, gli spettacolari attacchi dell’11 Settembre 2001 (USA), dell’11 Marzo 2004 (Spagna) e del 7 Luglio 2005 (UK).

(per una più completa lista degli attacchi Musulmani, visita il sito www.thereligionofpeace.com)

E’ un fatto che oggi nel mondo la percentuale di conflitti che non includono l’Islam è veramente piccola. L’Islam sta tornando.

di Gregory M. Davis tratto dia Islam 101
autore di: Religion of Peace – Islam’s War Against the World



   

 

 

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