Saber Hmidi: chi è e cosa ha fatto l’islamista arrestato a Roma per terrorismo

Arrestato Saber Hmidi, faceva proselitismo in carcere a Roma, Frosinone e Napoli

One arrest in Lazio counter-terrorism operation

Il carcere era diventata la sua “casa”. Ben sei istituti carcerari in pochi anni. Saber Hmidi, presunto affiliato al gruppo terroristico Ansar Al-Sharia legato ad Al Qaeda, cercava di convertire altri detenuti all’Islam perché una volta liberi andassero in Siria a combattere accanto ai fratelli dell’Isis.

Ma non solo. Il 34enne tunisino arrestato questa mattina in carcere dagli investigatori della Digos per terrorismo, è anche un violento tanto che, in prigione, organizzava spedizioni punitive e pestaggi nei confronti di cristiani. E’ questo il quadro emerso dall’Antiterrosimo.

IN ITALIA DAL 2008 – Saber Hmidi, arrivato in Italia nel 2008, ha ottenuto il permesso di soggiorno sposandosi con una italiana convertita all’Islam da cui ha una bimba e grazie ad un finto lavoro di mercante. Viveva a Ciampino e per vivere commetteva rapine, furti e spacciava stupefacente. Nel 2014, insieme ad un compagno, aggredì due agenti minacciandoli con una pistola. Per quel reato fu condannato a 3 anni e 8 mesi.

Nel giugno 2015, presso il carcere di Civitavecchia, è stato il mandante di una vera e propria spedizione punitiva, con bastoni e sgabelli, nei confronti di un detenuto tunisino di religione cristiana che si era lamentato delle preghiere notturne che il gruppo, guidato dall’indagato, imponeva all’interno della sezione di appartenenza.“

NEL CARCERE DI FROSINONE – Anche presso la Casa Circondariale di Frosinone, dove era stato trasferito per motivi di sicurezza, nel mese di luglio 2015, si è reso nuovamente protagonista di una violenta aggressione nei confronti di un detenuto italiano che aveva contestato i continui ed insistenti discorsi inneggianti all’Islam. La vittima è stata dapprima circondata da diversi detenuti di fede musulmana facenti parte del gruppo di preghiera e poi malmenato con calci, pugni e con oggetti contundenti che gli hanno procurato tagli profondi al collo ed alla schiena. Ma non solo. Nell’agosto del 2015, anche un suo compagno di preghiera ha denunciato alla Polizia Penitenziaria di aver subito da Hmidi soprusi e imposizioni.“

romatoday.it

L’operazione antiterrorismo Black Flag ha portato a perquisizioni in tutto il Lazio nei confronti di sospettati di appartenere a organizzazioni terroristiche.

“Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani”, avrebbe detto ai compagni di cella il tunisino. Descritto come una persona “violenta” nei periodi di reclusione in carcere avrebbe urlato anche agli agenti “Vi taglio la testa se non mi accontentate”.

L’ordinanza cautelare in carcere nei suoi confronti è stata eseguita alle prime ore dell’alba dagli uomini del Nic della Polizia penitenziaria in collaborazione con la Digos. Lo rende noto il sindacato Sappe, spiegando che Saber, già ristretto per altra causa, è stato indagato per il reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico in quanto, come rilevato dalle attività investigative del Nic “partecipava all’organizzazione terroristica Ansar al-Sharia (i seguaci della legge divina di Allah, gruppo terroristico jihaidista attivo in Tunisia dal 2011) da intendersi affiliata, e di fatto ricompresa, in quella denominata Isis”.

In base alle indagini condotte dal Nic, il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria, in coordinamento con la Digos, “Hmidi Saber ha manifestato atteggiamenti coerenti con l’ideologismo dell’Isis mediante aggressioni intramurarie nonché con il proposito di essere pronto a recarsi in zona di combattimento per assolvere il Jihad”, dice il Sappe.

L’indagine del Nic ha avuto inizio subito dopo l’arresto del tunisino perché durante la perquisizione domiciliare la Digos di Roma rinvenne una bandiera riconducibile all’organizzazione terroristica Ansar Al Shari’a, oltre a numerosi supporti informatici, telefonia mobile e documenti d’identità (passaporti e patenti di guida intestati a stranieri) di sospetta illecita provenienza. Da quel momento il Nic ha raccolto importanti elementi investigativi che hanno dimostrato non solo la pericolosità dell’uomo, ma anche la sua radicalizzazione violenta di matrice confessionale e una elevata capacità di indottrinamento ideologico. Hmidi, fa sapere il Sappe, “ha manifestato, talvolta in maniera evidente, talaltra in maniera criptica, profondi sentimenti anti occidentali.

L’attività investigativa del Nic è riuscita a dimostrare l’inserimento di Hmidi Saber nell’organizzazione terroristica Ansar Al Shari’a e, sempre secondo i primi dettagli, le lunghe e complesse attività di indagini del Nic, prima in Italia e poi in Europa, hanno consentito, con l’odierna operazione, di sventare l’opera di proselitismo e il reclutamento in carcere di adepti che, una volta in libertà, si sarebbero potuti rendere protagonisti di atti terroristici”. ANSA



   

 

 

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