La verità sul caso Snowden, il film di Oliver Stone

 

Roma – “Edward Snowden è un personaggio kafkiano, che finisce per fare cose fuorilegge senza rendersene conto”. Così il regista Oliver Stone aveva presentato alla Festa del Cinema di Roma il suo film sull’ex analista della Cia e della Nsa (National security agency) che ha rivelato al mondo un sistema di spionaggio governativo attraverso cui gli Usa controllavano i cittadini americani e anche gli altri Paesi. Il film, che si intitola semplicemente ‘Snowden’, è interpretato da Joseph Gordon-Levitt, Shailene Woodley e Nicholas Cage. “Nessun grande produttore negli Usa se l’è sentita di finanziarmi – ha spiegato Stone – così sono dovuto andare a bussare alla porta di produttori europei. Quando la pellicola è uscita in America, poi, l’accoglienza è stata mista: chi l’ha amata e chi l’ha fortemente criticata”.

Al di là dell’argomento, ciò che spaventava i finanziatori era la difficoltà di raccontare una storia come questa. “In effetti è stato un lavoro molto complesso – ha detto il regista – anche perché le informazioni date da Edward Snowden sono difficili da narrare in maniera cinematografica. Io ho cercato di ricreare il mondo del messaggero, dell’uomo che ha rivelato tutto, ponendo l’attenzione su alcune questioni: perché lo ha fatto? Come lo ha fatto? Che ruolo ha avuto la fidanzata? Proprio su quest’ultima – ha aggiunto – ho puntato molto il mio obiettivo perché è una figura poco considerata dalla stampa ma fondamentale nella vita di Snowden”.

Malgrado si sia parlato e si parli ancora molto dell’ex esperto informatico dell’Nsa, secondo Oliver Stone “gli americani non hanno capito molto del significato delle sue rivelazioni”. “Pensano ai dati del proprio iPhone e non al fatto che questa forma di spionaggio non si limita a quello che compriamo su Google o al gioco dei Pokemon – ha spiegato – è qualcosa di molto più profondo: si tratta di osservare tutto e tutti non per prevenire il terrorismo, come ci dicono, ma per promuovere la propria causa. Nel caso degli Usa – ha aggiunto Oliver Stone – vuol dire promuovere cambiamenti di regime. Per fare questo si utilizzano virus informatici. In definitiva – ha concluso – quello a cui stiamo assistendo, come spiega lo stesso Snowden, è una cyber-guerra a colpi di malware in un sistema mondiale che mira a raccogliere dati al solo scopo di rovesciare governi e cambiare i regimi”.

Edward Snowden è un personaggio famosissimo in tutto il mondo, ma secondo Oliver Stone sono proprio gli statunitensi a non conoscerlo. “Quando uscirono le sue rivelazioni – ha spiegato – gli americani reagirono come fanno sempre quando pensano che sia in pericolo la propria sicurezza e lo giudicarono un personaggio cattivo. In realta conclude – non tutti sapevano cosa aveva fatto e in molti lo confondevano con Assange e con Manning”.

( @andreacauti AGI)



   

 

 

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