Corto circuito nella giustizia.. divise condannate

 

Un vero e proprio corto circuito ventennale sta permeando la Giustizia, per delle Leggi fatte da Governi incoscienti che hanno messo in pericolo tutti i cittadini e gli appartenenti alle Forze di Polizia.

giustizia

La Sentenza per i fatti di torino del 15 dicembre 2013, un uomo, che si trovava a bordo di una Fiat Uno rubata, assieme a due complici, ha tentato di investire ed ammazzare, innestando la retromarcia, due agenti che si erano avvicinati alla vettura per chiedergli i documenti, ha visto condannato il poliziotto anche ad un enorme risarcimento danni.

A parti invertite, immediatamente, si sarebbe verificato lo stato psicologico del delinquente, che in quel frangente era preso dall’istinto di sopravvivenza vedendosi in pericolo di vita, se aveva avuto una infanzia difficile, se viveva in un contesto sociale degradato, se aveva vissuto traumi infantili, se era stato vittima di bullismo, se la sua crescita fosse stata inficiata da episodi di marginalizzazione, se i contesto sociale in cui vive è affetto da questo o quel problema, etc ma al Poliziotto, al Carabiniere, al Finanziere … NO !!!

Non viene valutato niente, nemmeno lo stato psicologico in cui vivono all’atto di vivere la consapevolezza di stare per morire o se stanno vivendo un particolare stato psicologico come quelli che portano alle centinaia e centinaia di suicidi in divisa che, da un ventennio, non scuotono piu’ nessuna coscienza !!!

Non si è valutato il contesto in cui si è visto prossimo alla morte schiacciato da un’auto da parte di delinquenti che avevano, premeditatamente (?), atteso che i poliziotti si avvicinassero ad una distanza utile per poi poterli, senza nessuna pietà, macellarli sotto le ruote dell’auto ?

Perché non si valuta che le poche divise in Italia, tutti i giorni, svolgono turni massacranti e malpagati? Perché non si valuta che se fanno doppi turni obbligatori lo straordinario gli viene tagliato? Perché non si valuta il dovere vivere in ambienti insalubri? Perché non si valuta il dovere operare senza tutele e “regole di ingaggio”?

Perché tutte queste gravi “sofferenze” morali e psicologiche che vivono ogni giorno non vengono valutate?

Un episodio, simile a tanti altri, che dimostrano quel “grave corto circuito” sta vivendo, da decenni, la Giustizia Italiana che arriva, addirittura, a condannare i difensori della Legge e a liberare assassini, mafiosi e delinquenti abituali anche con decorrenze di termini scandalosi.

Ma arrivare a far risarcire chi delinque da chi, per difendere Le leggi e lo Stato, stava compiendo il suo dovere fa pensare: ma in quale tipo di Stato viviamo ???

Tutto questo orrore, unito a passate e recenti condanne sempre piu’ flebili ed episodi di efferatissima crudeltà dove, finanche, gli anziani vengono massacrati ed ammazzati in casa per pochi spiccioli, colpisce l’Ordine e la Sicurezza Nazionale spezzandone le gambe, lasciando indifeso, sempre piu’, il cittadino onesto che paga le tasse e che non si vede piu’ tutelato e difeso tanto che non denuncia piu’ e le statistiche crollano.

Quel che è ancor piu’ grave è che a fronte di tutte queste migliaia di “non denunce” i Governi sbandierano false statistiche alle quali nessuno piu’ crede.

Con questo “corto circuito della Giustizia”, l’Ordine e la Sicurezza Pubblica Nazionale, e locale, vengono messi, fortemente, in pericolo, lasciando ai delinquenti abituali, professionali e occasionali, la sempre piu’ forte convinzione di essere sempre piu’ impunibili ed intoccabili, diventando, così, padroni di fette di territorio sempre piu’ vasti con modi ancor piu’. Al danno la beffa… adesso saranno le divise ad essere “inseguite per il risarcimento”?

Così l’Italia e gli Italiani stanno vivendo questo ventennale incubo senza risveglio e la micro e macro criminalità prosperano sempre piu’ mentre i Governi passano e guardano.

Il Segretario Nazionale Franco PICARDI



   

 

 

Commenti chiusi

Se segui ImolaOggi.it
ti chiediamo di fare una donazione.

Grazie al tuo contributo, ci aiuterai
a mantenere la nostra indipendenza
e un sito privo di pubblicità.
Fai una donazione!


Donazione con PostePay
5333 1710 1181 9972
codice fiscale MNCRND56A30F717K

IBAN: IT78H0760105138288212688215

oppure fai una donazione con PayPal

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -