Stipendi Rai, online i nomi dei 94 dirigenti sopra 200mila euro

 

marrazzoE’ on line su www.rai.it/trasparenza l’atteso ‘Piano per la Trasparenza e la Comunicazione’ della Rai che rivela i curricula e le retribuzioni dei dirigenti che superano i 200mila euro lordi annui (che secondo la legge 220 del 2015 devono, quindi, essere pubblicati sul sito dell’Azienda di Servizio Pubblico). Si tratta, nel complesso, di 94 dirigenti.

Più in dettaglio, il Dg Rai Antonio Campo Dall’Orto riceve un compenso lordo pari a 650mila euro. La presidente Monica Maggioni pari a 270.000 euro. Marcello Masi, direttore Tg2, pari a 280.000 euro. Bianca Berlinguer, alla guida del Tg3, 280.000 euro. Antonio Di Bella, direttore Rai News, 308.500 euro, mentre il suo vice Alessandro Casarin percepisce 240mila euro. Antonio Preziosi, caporedattore corrispondente per i servizi giornalisti radiofonici e televisivi del Belgio, ha uno stipendio lordo annuo di 245.448 euro. Antonio Rizzo Nervo, Presidente del Centro italiano di Studi Superiori per la formazione e l’aggiornamento in giornalismo radiotelevisivo, invece, di 200mila euro.

Stefano Ziantoni, corrispondente per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dalla Francia, 201.427 euro. Pietro Marrazzo, corrispondente e responsabile ufficio per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dal Medio Oriente, 244.062 euro. Giovanna Botteri, corrispondente-responsabile dell’ufficio di New York per i servizi giornalistici radiofonici e televisivi dagli Stati Uniti, nel 2015 percepiva un compenso economico lordo pari a 200.037,86 euro, ma ora è sceso al di sotto dei 200.000 euro. Il presidente di Rai Pubblicità, Antonio Marano, percepisce invece 392.000 euro annui. Per il direttore del canone, Marco Zuppi, 242.000 euro lordi all’anno.

Il Piano segnala anche i nodi da sciogliere. Non mancano, infatti, dirigenti che non appaiono utilizzati a pieno dopo il cambiamento del loro ruolo e che percepiscono compensi lordi annui pari o superiori ai 200mila euro: Andrea Vianello, ex direttore di Rai3 e attualmente editorialista per le tematiche politiche ed internazionali (Tg2) ha un compenso di 320mila euro lordi annui; Mauro Mazza, ex direttore Tg2 e Rai Sport e attualmente responsabile di progetto in Rai Vaticano, percepisce 340mila euro lordi annui; Francesco Pionati, ex volto del Tg della rete ammiraglia ed ora giornalista inquadrato nel Tg1 ma attualmente distaccato presso Rai Com, alle dirette dipendenze dell’amministratore delegato, percepisce 203.673 euro.

E ancora, Carmen Lasorella, ex volto del Tg2, con ultimo incarico da vicedirettore della Direzione Web, 204.611 euro. Lorenza Lei (ex Dg Rai ed ex Presidente Rai Pubblicità, ora alle dirette dipendenze del Direttore Generale) 243.678 euro. Valerio Fiorespino, ex direttore Risorse umane, ora direttore alle dirette dipendenze del Dg per il supporto ai progetti speciali, 303.678 euro. Non è meno interessante il capitolo dei contratti di collaborazione e consulenza.

Il tetto dei 240 mila euro fissato, invece, per i dirigenti pubblici non riguarda in ogni caso la Rai perché le norme di settore stabiliscono che dal tetto sono escluse le società quotate in borsa e le società non quotate che però emettono titoli negoziati su mercati regolamentati. E, come noto, la Rai ha emesso bond nel 2015.

“La trasparenza per noi non è solo un obbligo, ma un’occasione unica per continuare il nostro percorso di innovazione creando maggiore valore per l’azienda – ha spiegato Campo Dall’Orto – Grazie a questo Piano, nato da un proficuo rapporto con la politica, nulla sarà più come prima e siamo orgogliosi del nostro ruolo di apripista per la trasparenza in coerenza con il percorso del Paese. Da oggi l’azienda fa un ulteriore passo avanti verso una moderna media company aprendo le proprie porte a cittadini e stakeholders”.

“La Rai è la prima grande azienda pubblica italiana e la seconda in Europa dopo la Bbc a mettere online una quantità così grande di informazioni sull’organizzazione”, ha detto la Presidente Monica Maggioni. “Un’operazione che dà valore e compimento all’essere servizio pubblico, attraverso un supplemento di responsabilità. Non si tratta solo di pubblicare compensi: ci sono i curricula, le storie professionali, il racconto e la valorizzazione dei professionisti che tutti i giorni realizzano la missione di questa grande istituzione culturale italiana”.

In una lettera ai dipendenti, il presidente e il direttore generale della Rai scrivono che le informazioni pubblicate sul sito della Rai “probabilmente in una fase iniziale potranno dare adito a giudizi poco approfonditi ma, in breve tempo, questo lascerà il passo al vero significato di quanto oggi introduciamo”. ADNKRONOS

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