Brunetta attacca la Bundesbank, “dalla Germania razzismo economico-finanziario”

 

Merkel, Weidmann, Bundestag

“Caro Weidmann, come si fa a dire che le banche non possono avere, come vorresti tu, oltre un certo ammontare di titoli di Stato nazionali in portafoglio, quando il valore di tali titoli, quindi il loro prezzo e il loro rendimento, è dato dal mercato? Forse che, se avessi ragione tu, dovrebbero avere anche una connotazione valutativa aggiuntiva legata al paese di emissione, per cui i titoli tedeschi, e degli altri dei paesi del Nord, sono migliori, al di là del loro prezzo e rendimento, di quelli degli altri Stati?

E ancora, con riferimento all’unione bancaria e alla necessità di una garanzia comune europea sui depositi, ti ricordi, caro Weidmann, come, proprio su richiesta-ricatto tedesco, siano state escluse dal perimetro di vigilanza della Bce gli istituti regionali – le Landesbanken – e le casse di risparmio – le Sparkassen – dove in Germania si annida la più alta opacità e la più alta compromissorietà tra credito e potere politico locale?

Allo stesso modo, nella direttiva sul Bail-in, che noi italiani conosciamo bene e di cui portiamo ancora le ferite, sono state consentite particolarissime eccezioni alle banche le cui insolvenze scaturivano da grosse perdite su derivati. E, guarda caso, sono proprio gli istituti di credito tedeschi quelli che più ne hanno beneficiato, in quanto pieni di derivati nei loro bilanci”.

“Caro Weidmann, il pescatore che realizza ‘una pesca il più possibile cospicua senza riguardo per altri pescatori o per le generazioni future di pescatori’ è la tua Germania, che da quando c’è l’euro ha conseguito un doppio guadagno:

1) l’aumento delle esportazioni a scapito degli altri Paesi europei (proprio come dici tu!) grazie al tasso di cambio strutturalmente favorevole e sottovalutato nel tempo;

2) la riduzione dei tassi di interesse sul debito pubblico della Germania conseguente alla crisi, quando i Bund sono diventati ‘bene rifugio’, aumentando il loro valore e riducendo il rendimento, e consentendo alle imprese tedesche di finanziarsi a tassi più bassi rispetto alle loro concorrenti di altri paesi dell’eurozona.

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che pure ne avrebbe le capacità, perché non ricambia la visita all’ambasciata italiana a Berlino per spiegare l’altra storia del pescatore? Noi saremmo con lui”.

Lo scrive in una nota il presidente dei deputati di Fi, Renato Brunetta.



   

 

 

1 Commento per “Brunetta attacca la Bundesbank, “dalla Germania razzismo economico-finanziario””

  1. Una volta usavano le panzerdivisionen per sottomettere le altre nazioni,oggi usano le”finanzendivisionen”,non meno terribili e distruttive!

Commenti chiusi

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