Migranti, stampa tedesca: Italia responsabile del crollo di Schengen

 

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BERLINO – L’Austria schiera l’esercito e la milizia sul confine con l’Italia per impedire che orde di migranti superino la frontiera, la Germania al momento “arma” solo la penna del più autorevole quotidiano tedesco, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, ma l’effetto è ancora più dirompente: “L’atteggiamento dell’Italia nella politica sui profughi e’ segnata da autocompiacimento e ambiguità”.

Parole come pietre scagliate addosso al governo Renzi da Tobias Piller, firma di punta del giornale, in un articolo ovviamente di prima pagina, passato altrettanto ovviamente sotto silenzio in Italia.

“La gestione dei migranti – si legge – nel lungo periodo diventera’ piu’ difficile se i problemi potranno ancora esser coperti con la retorica della vanità. Con i controlli sulla frontiera austriaco-italiana, adesso molta dell’ambiguità e dell’ipocrisia della politica sui profughi di Roma potrebbe diventare evidente”.

“C’è d’aspettarsi che il governo Renzi fara’ i suoi appelli alla tutela delle frontiere aperte di Schengen, ma stando a questa lettura i governanti degli anni scorsi (e attuali) del paese devono piuttosto lasciarsi chiedere se, col loro atteggiamento, non abbiano minato lo spirito europeo e i trattati, che adesso evocano, in materia”.

Un po’ come dire che il Trattato di Schengen è stato distrutto dalla folle politica italiana dell’immigrazione e adesso il governo italiano invoca – proprio lui – il salvataggio del Trattato che ha schiantato.

“Finora gli italiani nella politica sui rifugiati si sono innanzitutto auto-lodati. – scrive Piller – L’immagine del Paese che ha salvato piu’ profughi degli altri, pero’, e i grafici che mostrano come il denso flusso di migranti s’interrompa con l’apertura della rotta balcanica, ha poco a che fare con la realtà. Se è vero infatti, che a lungo i profughi in viaggio su imbarcazioni precarie sono stati salvati dall’Italia, della maggior parte di coloro che sono arrivati si sono poi perse le tracce”.

“L’Italia si fa scudo sostenendo che i profughi “vogliano andare avanti verso il nord. Sulla presenza dei profughi nella penisola però non ci sono dati chiari. Stime attuali di Roma annunciano 3000 profughi al giorno in primavera verso l’Austria: se il flusso dovesse ristagnare al Brennero si creerebbe nel centro dell’Europa una situazione come quella di Idomeni. A meno che gli italiani non si attivino nella politica di accoglienza e integrazione”.

“Piu’ probabile e’ che Roma chieda un’immediata modifica dell’accordo di Dublino. Gli italiani temono uno scenario nel quale il loro Paese si riempie di profughi, senza che il resto d’Europa sia obbligato ad aiutare. Ma – chiede il giornale conservatore – e’ ammissibile chiedere solidarieta’ dopo che negli anni, richiamandosi a Dublino, l’Italia e’ stata a guardare, in modo non solidale, come flussi di profughi andavano in Germania?”

Evidentemente, no. Lo scenario prospettato dalla FAZ per la primavera e l’estate in arrivo è da incubo, ma è anche assai probabile che l’incubo si materializzerà. Da un lato, il governo Renzi continua a pompare in Italia migranti clandestini senza alcun diritto d’asilo, dall’altro la principale frontiera di fuga – quella austriaca – bloccata. Non è difficile prevedere che più di una “Idomeni” e di una “Calais” s’incisteranno in Trentino, in Alto Adige, in Friuli e in Venezia Giulia.

Un disastro? Certo che sì.

Redazione Milano – - IL NORD

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