I finti profughi erano kamikaze, ma Frontex non li fermò

kamikaze

 

Due uomini arrestati in Austria con l’accusa di essere collegati agli attacchi terroristici di Parigi dello scorso novembre, sono passati per l’isola greca di Lero, prima di raggiungere l’Europa centrale. Lo riferisce il quotidiano locale ”Kathimerini”. I due sospetti sono francesi di origine algerina e pachistana e hanno raggiunto Lero il 3 ottobre scorso insieme ad altri due uomini che erano tra gli attentatori che si sono fatti esplodere allo Stade de France il 13 novembre, hanno riferito le fonti del quotidiano.

Gli uomini, durante gli interrogatori da parte degli ufficiali della agenzia dell’Unione europea Frontex, hanno affermato di essere rifugiati siriani. Inizialmente i loro passaporti sono stati considerati veri ma durante i colloqui con gli agenti di Frontex era emerso che gli uomini non erano della Siria. Sono stati accusati di contraffazione e intimati a lasciare la Grecia entro 30 giorni, invece di essere arrestati.

Questi due terroristi rimasti vivi sono stati invece arrestati il 10 dicembre in un centro di accoglienza di Salisburgo. I due hanno aiutato gli attentatori che erano in viaggio con loro e che non sono stati fermati dai funzionari di Frontex. Il numero di serie su uno dei passaporti ritrovati allo Stade de France dopo l’esplosione dei kamikaze era loro. IL NORD


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1 Commento per “I finti profughi erano kamikaze, ma Frontex non li fermò”

  1. Complici.

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