APPELLO da BOLOGNA ai PARLAMENTARI LIBERI e FORTI

APPELLO DA BOLOGNA AI PARLAMENTARI LIBERI E FORTI

di Gianmarco Landi

I sostenitori dei diritti degli omosessuali a poter adottare figli altrui argomentano la loro posizione come una pretesa di civiltà, cioè ravvisando dei diritti umani non riconosciuti dallo Stato a causa di un’identità nazionale che sarebbe gretta, e quindi con la salvifica necessità che il Parlamento possa colmare un gap con la ‘civile’ Europa. Ma queste rivendicazioni dei gay e questo gap di civiltà sussistono?

La foto che propongo dice moltissimo sulla reale forza etica e morale della Stepchild adoption. Essa mostra il senatore Lo Giudice del PD con il seguito delle sue pretese radical chic dietro al Palazzo Comunale di Bologna, l’elemento centrale sia della foto, sia del mio intervento.

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Sicuramente il senatore Lo Giudice, cioè il leader incontrastato dei LGBT (rete di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans) non sa che Palazzo D’Accursio porta il nome che porta per rendere omaggio ad un grande uomo vissuto nel 1200, il giurista D’Accursio che insieme ad Irnerio costituì la grande Scuola di Bologna.
Quest’uomo addirittura prima di Dante Alighieri, diede proprio nel Diritto un grandissimo impulso a quella straordinaria sintesi tra gli enormi lasciti Classici dei Greci e dei Romani, e la sontuosa Tradizione Giudaico Cristiana, cioè la base e i pilastri della Civiltà Occidentale. Gli strumenti con cui il diritto viene oggi analizzato prendendo forma, e cioè le distinctiones, le regulae iuris, i casus, le summae, etc etc. sono un’eredità che ci viene proprio da D’Accursio, maestro di Diritto e di Civiltà.
Questa rilevanza il Sommo la conosceva così tanto bene che quando nel Purgatorio al canto XXVI incontrò il maestro D’Accursio, un sodomita insieme ai lussuriosi eterosessuali, condannati egualmente ai sodomiti ma distinti in due gruppi divisi in due schiere che camminavano nel fuoco (cioè l’ egoistica passione) in sensi opposti, si rivolse a lui usando eccezionalmente il ‘Voi’, e non il ‘Tu’ come invece aveva riservato a tutte le anime del Purgatorio e, ovviamente, dell’Inferno.

Considerazione strana che possiamo fare e che dice molto nel senso dei rapporti tra l’Italia e il nord Europa, è proprio l’evoluzione concreta di questo ‘Voi’ che il Poeta, sebbene fosse un guelfo, conferì ad una Cultura di sintesi che assimilava ed esaltava tradizioni pagane, invise per molti secoli soprattutto oltre le Alpi. Ed infatti quando dall’astrattismo del Diritto di D’Accursio e dalla Poesia del Sommo nel 300 riservata alla elite dell’elite europea, si passò ai tanti epigoni diffusi nell’Umanesimo e nel Rinascimento dopo il 500, l’ottusità Nord Europea anche illo tempore reagì con intransigenza, fanatismo e dogmatismo, dando luogo ad un riformismo protestante con caratteri rivoluzionari quasi sempre sanguinari e in fin dei conti controproducenti.

L’Occidente a ben veder, quindi, sussiste come Civiltà solo nelle fondamenta di un’identità culturale ultra millenaria evoluta in una quota assolutamente maggioritaria e determinante nell’alveo del cammino dei popoli italici e non, senza che ciò porti offesa ad alcuno, in quello di altri popoli del Vecchio Continente.
Se il senatore Lo Giudice può godere della bellezza di farsi fotografare dietro a Palazzo D’Accursio e non dietro a qualche grigio edificio di cemento belga, e lo può fare parlando di civiltà, è perché c’è l’Italia civile da molti secoli dietro, quasi a pararle il culo, all’Europa degli Stati e non.

Ma venendo più vicino ai nostri giorni, infatti, come non considerare che solo fino a pochi decenni fa i padri della psicanalisi e della psichiatria mitteleuropea, cioè i padrini della teoria gender di matrice neomarxista, curavano i gay internandoli e prendendoli a ‘botte’ di elettroshock ? Pure allora c’era il gap di civiltà tra l’Europa e l’Italia? E quando ancora altri decenni addietro, sempre dalle ‘civili’ patrie della psicanalisi, l’Austria di Hitler e la Germania di Marx, gli assertori dell’eugenetica pensavano ad una nuova civiltà ben organizzata e civile, e per farlo infilavano i gay fisicamente nelle camere a gas e nei forni dandogli ovviamente del ‘tu’, abbiamo fatto bene noi italiani a colmare il gap di civiltà partecipando con le Leggi razziali o riempiendo qualche treno infame di cui oggi ci vergogniamo ?

La Cirinna’ si inserisce in questo alveo di ricerca del progresso nel verbo del positivismo, ed infatti persegue l’utopia di un’eguaglianza poggiata su diritti che però a ben vedere non esistono, poichè non esistevano negli antichi Greci, nella grande Roma, nel Cristianesimo, nella grande testa di quel sodomita vissuto nel 1200 che dà il nome al Palazzo Comunale di Bologna, e non esistono forse perché comunque c’è un vincolo di natura di per sé stesso evidente nella sua macroscopicità, che non considerarlo lastricherebbe la strada verso l’inferno più ignoto di una realtà distopica.

Noi, gli italiani, abbiamo alle spalle un millenario cammino per diventare, spiegandolo e insegnandolo a tutto il Mondo, quello che siamo, e cioè esseri umani consapevoli di costituire soggetti di diritti. Ora cosa facciamo, stravolgiamo tutto per essere ‘civili’ nel senso di creare l’alveo giuridico di sfogo dei laboratorio genetici omologati alla teoria gender e quindi alla scuola neomarxista di Francoforte, allo scopo di creare futuri esseri umani che sarebbero, ipso iure, oggetto di diritti, come gli schiavi, ad esempio?

Elemento significativo e paradigmatico di questa barbarie è il senatore Lo Giudice da Bologna, colui il quale ha frodato la Repubblica italiana ed in particolare l’ultimo comma dell’art. 30 della Costituzione ricercando una paternità fuorilegge, con un mercimonio che ha avuto come cardini un ovulo acquistato e la locazione di un utero di una donna relegata al ruolo di femmina fattrice. Il senatore del PD Sergio Lo giudice, infatti, ha onorato sé stesso come potente sponsor della Cirinnà, ed è andato pure in tv a spiattellare bellamente la sua malefatta contra legem perché chiaramente contraria alla Costituzione. Egli, dopo aver staccato assegni come un allevatore al mercato delle vacche, ha acquisito diritti su un piccolo di essere umano, da far rivendicare pure da un terzo, il suo compagno, e così accampare pretese di surrogazione materna sebbene tutti e due siano maschi.

Il capo della ‘cupola massonica’ dei gay e dei trans in Italia, non solo si è ‘sposato’ in Norvegia obbligando nel 2014 il Sindaco Merola, che ha obbedito, a trascrivere le sue volontà in un registro comunale di nuova concezione, ma ha sborsato una notevole cifra, pare ben oltre 100 mila euro, per materializzare un cucciolo di essere umano in mezzo al suo letto ‘coniugale’ radical chic, grazie a due ‘donazioni’ con transazione economica, (ovulo e utero per la gestazione) che non possiamo neanche chiamare acquisto di ovulo e utero in affitto, perché dovremmo chiamare questi ‘esercizi’, evidentemente sporcaccioni ed ignoranti, in guise gayfriendly imposteci con pizzini politically correct.

Non so voi, ma io mi sento una specie di protagonista nel romanzo di Orwel 1984, a dover per forza chiamare queste depravazioni dello stato di natura con la formula: pratiche di maternità surrogata.
Chiariamo perciò un concetto: con l’approvazione della Cirinnà andrebbe a compimento un personale disegno criminale del potente senatore Lo Giudice nonché di tutta la cupola massonica dei gay, cioè il premio ad un ‘modello di comportamento’, che fa strame delle Leggi italiane e della vita umana che, di fatto, diventerebbe ‘Cosa Loro’. Il senatore bolognese dietro alla Cirinnà, di fatto è un acquirente della vita di un essere umano da laboratorio, nonché dalle prestazioni di una donna relegata al ruolo di femmina fattrice, e ora pretende un suo ambito per esercitare surrogazione materna o potere patriarcale su un essere umano indifeso senza che in questo ambito ci sia un padre, una madre e la conseguente prole. Chi può disconoscere questo stato di cose?

Quale credibilità quindi possano avere quelli che dai banchi opposti alla sinistra affermano che lo stepchild adoption sia un tema disgiunto da quello della vita concepita in laboratorio, sviluppata con una gestazione di mero mercimonio ed in ultimo, ma non per importanza, attraverso il forzato svezzamento di un essere umano, un mammifero, prescindendo dai suoi diritti naturali di mammifero?
Per questo concludo con delle parole di Dante che mi vengono in mente e che denunciano i limiti e le pochezze del nostro grande e meraviglioso Paese: Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello… Sperando che la Divina Provvidenza, che ci ha sempre accompagnato, illumini tutti i Parlamentari della Repubblica italiana.



   

 

 

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