Riforme: Napolitano ha il coraggio di parlare in Aula, le opposizioni escono

Parla Giorgio Napolitano, le opposizioni lasciano l’Aula. L’ex Capo dello Stato prende la parola a Palazzo Madama per dare il suo imprimatur alle riforme costituzionali (attese ora alla Camera), e la contestazione di Forza Italia e grillini assume caratteristiche senza precedenti: a gruppi quasi compatti si alzano e se ne vanno.

Era stato annunciato, ma questo non elimina per nulla l’effetto delle immagini: l’unico politico ad essere confermato al Quirinale al termine di un mandato presidenziale, tra gli applausi scroscianti di tutti i settori del Parlamento, oggi e’ sottoposto ad un trattamento quasi umiliante.

E’ Silvio Berlusconi a dare il via, lontano dall’Aula, alla protesta. La sua prima osservazione e’ tutta politica: “Il combinato disposto di questo Senato, con una sola Camera che legifera, e il fatto che un solo partito puo’ prendere il comando, ci porta verso una non democrazia”.

Piu’ esplicito Roberto Calderoli: e’ la riforma come la sognava Licio Gelli.
Poi ancora Berlusconi ed il gruppo decidono la protesta.

Il M5S, da parte sua, fa lo stesso. Sui banchi delle opposizioni sono lasciate cartelline bianche rosse e verdi che, poste una accanto all’altra, danno l’effetto di tanti Tricolori.
Sel, Lega e ancora M5S scelgono l’Aventino, lasciano del tutto l’Aula. Fi rientra ma non partecipera’ al voto.

Il Pd censura i contestatori e difende Napolitano. “Sono intollerabili le critiche di Berlusconi e le contestazioni di esponenti di FI e M5S nei confronti del Presidente emerito”, dice Alessia Rotta, della segreteria del partito. Certo, quelle che oggi lasciano il Senato non sono riforme condivise. AGI



   

 

 

1 Commento per “Riforme: Napolitano ha il coraggio di parlare in Aula, le opposizioni escono”

  1. LA GRANDE DISCOVERY IL CASO PAOLO FERRARO ANCORA APERTO E LE SORTI DELLO STATO.
    La grande discovery, un’inchiesta circostanziata e corredata da un concreto impianto probatorio attraverso cui si delinea il quadro du una occupazione sistematica dei gangli vitali delle istituzioni da parte di organizzazioni deviate incistate nel cuore dello Stato e nelle sue articolazioni.
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    IL CASO PAOLO FERRARO utilizzato come pietra di paragone, strumento di analisi con prove e passpartout alla conoscenza dei sedimenti del vero potere sotterraneo che tiene parzialmente in pugno Repubblica e i tre poteri dello Stato, proprio in quanto il magistrato noto e stimato fu attenzionato e “diagnosticato” sin dal 1992 come un pericoloso potenziale “successore” troppo capace, indipendendente e rigoroso per non essere fermato, accerchiato, gestito ed infine ( a scoperte avvenute) sottoposto al tentativo di distruzione più eccellente che sia a noi noto .
    Vengono “provati” e dettagliatamente analizzati tappe e strumenti di un apparato criminale che può essere fermato ora che sono individuati proprio i segmenti anche istituzionali e normativi che ha posizionato in un ventennio ed oltre di marcia sotterranea, e ne è plasticamente raffigurata già una prima nomenclatura di vertice.
    La partita si gioca sensibilizzando le quote residue degli apparati legali e non deviati dello Stato e se così non fosse avremmo già perso in partenza, combattendo contro un apparato illegale che ha assommato la forza e potenza internazionale del grande capitalismo finanziario e la forza e potenza dello Stato deviata, la forza scientifico-militare anche internazionale, la forza criminale della grande criminalità organizzata, la potenza degli apparati psichiatrico sociali magistratual-deviati costruiti sotterraneamente per venti anni e la potenza di metodologie, tecniche e attività di controllo, manipolazione e attenzionamento su vari piani, frutto anche della “intelligence” internazionale, espandendosi e operando contro e dentro le istituzioni mentre tutti guardavano, abbindolati, al gioco della politica visibile.
    CDD LA INTERA GRANDE DISCOVERY http://www.scoop.it/t/cdd

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