71enne sfrattata ha diritto alla casa popolare ma rischia di finire per strada

A 71 anni rischia di trovarsi in mezzo a una strada pur avendo diritto a una casa popolare. Norina Bonsanto da un anno lotta contro lo sfratto chiesto dal proprietario dell’appartamento in cui vive, poco meno di venti metri quadri in via Tagiura, nel quartiere Lorenteggio a Milano. Per tre volte – l’ultima a settembre – ha evitato di dover raccogliere le sue cose, l’11 novembre scatterà il provvedimento esecutivo, dopo anni passati tra Comune e Aler a chiedere quello che le è dovuto. “Per loro – dice all’Adnkronos – sono solo un numero, una pratica, nessuna considerazione, invece, è importante avere un rapporto umano con le persone” altrimenti il rischio è che si arrivi “a punti di esasperazione, all’idea di farla finita”.

Una stanza con letto singolo, un piccolo bagno e un cucinino con frigo rotto, una sola lampadina funzionante e la televisione a farle compagnia, questo – insieme al suo amato cane Stellina – è tutto ciò che ha. Un ‘buco’ da 450 euro, a fronte di una pensione di 600, soldi che la 71enne ha smesso di pagare dopo il no al ‘taglio’ dell’affitto. Firma davanti a un giudice una conciliazione: accetta di lasciare casa entro il 31 maggio 2014 – a fronte di una rinuncia del proprietario di procedere allo sfratto – rassicurata da chi le promette che avrà un tetto. Da quella data – tra paura e depressione accertata – si sente abbandona. Eppure Norina ha diritto a un’abitazione, ma avere ragione non basta.

Milano – Un appello perché il Comune di Milano o qualche cittadino possa ospitare un’anziana che rischia lo sfratto. A lanciarlo, attraverso l’Adnkronos, è Giovanni Di Leo, legale di Norina Bonsanto, 71 anni, da un anno in lotta contro lo sfratto chiesto dal proprietario dell’appartamento in cui vive, nel quartiere Lorenteggio. Per tre volte ha evitato di dover raccogliere le sue cose, l’11 novembre scatterà il provvedimento esecutivo, dopo anni passati tra Comune e Aler a chiedere quello che le è dovuto.

La pensionata ha diritto a un alloggio popolare, ma l’articolo 14 del regolamento regionale del 2004 stabilisce che le assegnazioni in deroga possono essere al massimo il 25% di quelle totali e per la città di Milano sono già finite quest’anno. “La signora Norina – spiega il legale – ha tutti i presupposti per avere un alloggio popolare, purtroppo esiste un regolamento regionale che all’articolo 14 fissa una soglia massima, quindi, il Comune di Milano ha risposto rigettando la sua istanza non perché priva di presupposti, ma perché la sua domanda è improcedibile”.

Tradotto: la 71enne ha diritto a un’abitazione, ma la ragione si scontra con la legge e l’assenza di alloggi popolari disponibili. In questa situazione l’avvocato sollecita Palazzo Marino, perché “tra poco avrà lo sfratto esecutivo, e serve trovare momentaneamente una sistemazione sperando poi che il Comune le possa dare una casa popolare”. Oppure, conclude il legale Di Leo, “si potrebbe chiedere a un privato che ha su Milano un monolocale, un bilocale, di ospitarla 3-4 mesi affinché si possa analizzare nuovamente la pratica e quindi assegnarle un alloggio popolare”.

Adnkronos



   

 

 

1 Commento per “71enne sfrattata ha diritto alla casa popolare ma rischia di finire per strada”

  1. Si alla signora anziana sola 71enne la si minaccia di sfratto, i CLANDESTINI in Italia gli passiamo colazione, pranzo, cena, e pernottamento, compreso di riscaldamento, doccia, servizio sanitario tutto gratis e le cooperative, la Caritas, assistenti ecc. guai se parli male dei Clandestini compreso i politici del PD, bravi al popolo Italiano il grande popolo che accoglie i poveri, dicono loro, invece io dico che si stanno accogliendo i Clandestini che sono venuti in Italia solo per delinquere.

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