Renzi: dobbiamo rilanciare Roma in 3 mesi, possiamo ancora vincere

Abbiamo risolto un problema, perchè ormai il sindaco era visto come tale; ora abbiamo tre mesi di tempo: se riusciamo a rilanciare Roma, possiamo ancora vincere.

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Archiviato Ignazio Marino, Matteo Renzi mette in campo tutto il suo ottimismo per evitare che quella della Capitale sia vissuta una sfida già persa. Sperando che un chance come quella del Giubileo possa ancora ribaltare il quadro. Contemporaneamente, il battage dei renziani trasforma quello che fino a pochi giorni fa era un incubo – il voto a Roma insieme a quello di tutte le altre grandi città italiane – in una “grande occasione”. Perchè, è il nuovo mantra, “possiamo utilizzare questa tornata di amministrative per disegnare il volto delle città del futuro”. Per questo dopo una giornata passata in silenzio e lontano da Roma, oggi il premier ha fatto il punto della situazione con Matteo Orfini, presidente del Pd ma anche commissario a Roma.

Occhi puntati innanzitutto sul Giubileo, e in serata il sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti ha diramato una nota per far sapere che nei giorni scorsi sono stati sbloccati altri 30 milioni per l’appuntamento. Da qui parte il tentativo di ‘remontada’ del Pd nella Capitale.

Dal Giubileo e, spiega Orfini dopo il colloquio con Renzi, da “trasporti, pulizie di strade e parchi, e tutti i problemi di una grande città. Insieme al governo lo faremo nei prossimi mesi”. Il primo passo sarà individuare il commissario: “Sarà un tecnico”, spiegano fonti Pd, che “gestirà la città in strettissima collaborazione con Gabrielli”. Le stesse fonti escludono che il commissario possa trasformarsi in candidato: “Non sarà questa la strada”. Invece, dicono al Nazareno, “metteremo in campo un candidato unitario di altissimo livello“. Frase che sembra confermare la volontà di evitare le primarie.

Oggi Renzi ha fatto smentire i restroscena che appunto anticipavano l’abbandono delle primarie, ma al tempo stesso nessuno – tra i renziani – le ha difese, continuando invece a elencarne le difficoltà, pur spiegando che la decisione non è ancora presa: “Il Pd romano è già troppo in difficoltà, si rischia esca il nome di un outsider che poi si rivela un pessimo candidato e in ogni caso di dividere il partito come già successo in altre realtà”. In sostanza, la strada scelta sembra quella di individuare un profilo indiscutibile anche dalla minoranza. Che però è già sul piede di guerra: “Le primarie sono necessarie per ricostruire il rapporto con la nostra comunità, è impensabile una scelta calata dall’alto”, spiega Speranza.



   

 

 

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