Tutte le balle del Governo Renzi sull’occupazione

 

di Giuseppe PALMA

Secondo i recenti dati diffusi dall’INPS, nei primi sei mesi del 2015 si è registrato un +36% di nuovi contratti di lavoro “stabili”, cioè a tempo indeterminato.

Il cittadino meno accorto potrebbe pensare che la piaga del precariato abbia finalmente trovato una soluzione, ma così non è, anzi, la situazione è decisamente peggiorata. E vi spiego il perché.

Il Jobs Act (Legge n. 183/2014 più decreti attuativi del marzo 2015) ha introdotto il contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti, ma che di INDETERMINATO ha solo il nome, infatti si tratta di un rapporto di lavoro subordinato che solo sulla carta è a tempo indeterminato, ma nella sostanza è a PRECARIETA’ ILLIMITATA!

In pratica il lavoratore destinatario di un provvedimento di licenziamento, sia per g.m.o. (es. cause economiche) che per g.m.s. o giusta causa (es. licenziamenti disciplinari), non può più richiedere al giudice del lavoro la tutela reale (reintegro sul posto di lavoro), infatti – nel caso in cui il giudice dovesse accertare e dichiarare l’illegittimità del licenziamento – può accordare al lavoratore solo una misera tutela obbligatoria (risarcitoria) che oscilla da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità (quindi addirittura peggiorativa rispetto alla forbice 12-24 prevista dalla Legge Fornero). Il lavoratore gode ancora della tutela reale (reintegro) solo in caso di licenziamento per g.m.s. o giusta causa in cui dimostri (inversione dell’onere della prova a suo carico) l’INSUSSISTENZA del fatto materiale contestatogli. La reintegra è esclusa anche nel caso in cui il giudice accerti la sproporzionalita’ tra fatto contestato e licenziamento! Questo è il Jobs Act!

Ciò premesso non riesco proprio a capire cosa abbiano da esultare il Presidente del Consiglio e le zucche vuote che gli stanno attorno, anche alla luce del fatto che – nella sostanza – quel 36% di contratti di lavoro “stabili” in più altro non sono che contratti a PRECARIETA’ DIFFUSA E ILLIMITATA!

Per di più, ma questo il buon Renzi non lo dice, parecchie imprese hanno preferito cessare i vecchi contratti di lavoro a tempo indeterminato (che garantivano al lavoratore la tutela reale in caso di licenziamento dichiarato illegittimo) e sostituirlo col nuovo contratto previsto dal Jobs Act. E questo per due motivi molto semplici: a) la nuova tipologia di contratto presenta una evidente contrazione delle garanzie in favore del lavoratore; b) dal 1/1/2015 le imprese che assumono a tempo indeterminato godono di importanti incentivi in termini di decontribuzione.

Ciononostante, gli ultimi dati sull’occupazione diffusi dall’ISTAT sono terrificanti: a giugno 2015 la disoccupazione è tornata a salire (12,7%) e quella giovanile ha toccato livelli da paura (44,2%)!

A questo punto, caro Matteo Renzi, mi devi spiegare cosa c’è da festeggiare!

MATTEO_RENZI

L’€uro, essendo un accordo di cambi fissi, per poter sopravvivere ha bisogno della svalutazione del lavoro (e l’ho più volte dimostrato nei miei scritti), ma che addirittura si giungesse ad esultare proprio per gli effetti nefasti prodotti dalla svalutazione del lavoro non me lo sarei mai aspettato!

La verità, al netto delle balle del Governo, è quella che il lavoro stabile non esiste più! Tutto il resto è pura propaganda politica!

Bada bene Presidente Renzi che il popolo inizia ad avere la pancia vuota! E quando il popolo ha fame finisce col non credere più alle balle! Non lo dico io, lo dice la Storia!

 



   

 

 

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