Iraq, Isis: “presa Ramadi e decine di apostati uccisi”

ramadi

 

L’Isis ha rivendicato in un comunicato di aver conquistato il pieno controllo della citta’ di Ramadi, capoluogo della provincia di Anbar nell’Iraq occidentali, a circa 300 chilometri da Baghdad, e di aver ucciso decine di “apostati”, termine con cui gli islamisti si riferiscono ai cristiani e agli uomini delle forze di sicurezza irachene.

“Dopo Ramadi, libereremo Baghdad e Karbala!”, la città santa sciita irachena. Lo afferma il leader dello Stato islamico (Isis) Abu Bakr al Baghdadi, in un audio messaggio diffuso in rete. Non è possibile verificare l’autenticità, ma la voce attribuita a Baghdadi fa riferimento alle “vittorie ad Anbar”, regione con capoluogo Ramadi.

I sostenitori dei jihadisti esultano al grido Allah akbar (“Allah è il più Grande”). Per Bergoglio, Boldrini, Mogherini, Gentiloni e altri complici ISIS NON E’ L’ISLAM.

 

Benche’ Ramadi sia a maggioranza sunnita, il premiere iracheno Haider al-Abadi aveva autorizzato l’impiego di milizie sciite nel tentativo di respingere i jihadisti: una mossa estrema da cui si era finora astenuto nel timore che cio’ provocasse violenze interreligiose. Sotto l’offensiva dei miliziani dell’Isis, penetrati in uno degli ultimi quartieri della citta’ che ancora resistevano, le forze governative hanno abbandonato una base chiave. Un ufficiale che si stava ritirando dalla base, ha riferito che i combattenti dell’Isis con altoparlanti invitavano le truppe ad abbandonare le armi promettendo in cambio clemenza. “La maggioranza dei soldati si sono ritirati dal nostro quartier generale e i miliziani islamici sono riusciti a sfondare dalla porta Sud”, ha affermato l’ufficiale.

“Stiamo ripiegando a ovest, verso una zona sicura”, ha aggiunto. Senza confermare esplicitamente la rivendicazione dello Stato Islamico, la portavoce del Pentagono Elissa Smith ha detto che “Ramadi e’ stata contesa dall’estate scorsa e l’Isis e’ adesso in vantaggio. Secondo La portavoce, la perdita della citta’ non significherebbe che l’intera campagna militare in Iraq volge in favore dell’Isis, ma ha riconosciuto che lo Stato Islamico ne riceverebbe “una spinta propagandistica”.
“Cio’ significa soltanto che la coalizione dovra’ appoggiare le forze irachene per riprenderla in seguito”, ha affermato Smith.
(AGI) .



   

 

 

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