“Braccia armate del sistema rosso”, Salvini contestato a Perugia

Attimi di forte tensione ieri al termine del comizio del leader della Lega, Matteo Salvini, a Perugia. I circa cento contestatori, fra cui i no tav, che hanno assistito al comizio tenuti a distanza, appena Salvini ha lasciato la piazza hanno cercato di avvicinarsi al gruppo di sostenitori della Lega. Le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute frapponendosi e respingendo il gruppo. Nella concitazione un giovane e’ caduto a terra ma non e’ rimasto ferito. Dopo un veloce controllo e’ stato lasciato libero.

Dura la risposta di Salvini. “Non ci possono essere 200 poliziotti, strade bloccate, per portare delle idee – ha detto -. Io fortunatamente oggi ho visto tanta Umbria normale pero’ c’e’ qualcosa che non va , le braccia armate del sistema rosso“. Ai margini della piazza le forze dell’ordine tenevano a distanza circa cento contestatori.

“Questa – ha aggiunto Salvini – e’ una sconfitta della democrazia. Non si puo’ fare un comizio bloccando una citta’ perche’ qualche deficiente ritiene che la Lega non debba parlare. Sono qui – ha detto ancora – per parlare di lavoro, di immigrazione da controllare, di ospedali perche’ gli umbri meritano di piu’, di trasporti da terzo mondo. Pero’ vorrei farlo davanti a tanta gente non impaurita. Non e’ possibile che mamme, papa’, nonni non possono venire a piazza del Bacio a Perugia peche’ ci sono alcuni delinquenti che lo impediscono.
Mi piacerebbe – ha concluso il leader leghista – che la sinistra prendesse le distanze da questi balordi”. (AGI) .

Manifesti imbrattati con vernice rossa

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