“Nessuno tocchi Milano”, 20.000 milanesi imbronciati ma composti

milano

di Vittorio Zedda

Resoconto sulla manifestazione “Nessuno tocchi Milano” del 3 maggio’15.
Partecipare,ancora una volta è stato utile e istruttivo.. Il debole e ridicolo tentativo di strumentalizzazione da parte dei sostenitori di Pisapia (ad occhio e croce , assai meno del 10 % dei manifestanti) si è risolto in un clamoroso fiasco per gli amici del sindaco.

È stata una civilissima manifestazione di circa 20.000 milanesi, imbronciati ma composti. Le uniche bandiere , quella del Comune e il Tricolore. Nessuno striscione. Hanno cantato “O mia bela Madunina” e l’Inno di Mameli, seguiti entrambi da lunghi ,insistiti, intensi applausi.

Il tentativo di un gruppetto di cantare “Bella Ciao” è naufragato dopo la prima strofa nel gelo generale . Così pure un tentativo di coinvolgere i partecipanti con uno slogan inneggiante all’accoglienza ( di chi ? dei black-bloc ?) si è subito spento in un silenzio che esprimeva non gradimento. Era la manifestazione della coscienza civica dei milanesi, che non ha lesinato applausi lungo il percorso alle centinaia di cittadini intenti a pulire muri e vetrine.

Il sindaco di Milano non poteva certo disertare una manifestazione in difesa della città e comunque Pisapia ha rappresentato la contraddizione politica dell’evento, tollerata, a stento, per il solo significato istituzionale della sua carica . Senza la sparuta corte dei suoi sostenitori, la presenza del sindaco sarebbe stata educatamente e compostamente ignorata . Un tentativo di comizio di Pisapia in piazza Cadorna, prima della partenza del corteo, è fallita per la mancanza di un impianto amplificatore. Essendo così scampato all’ascolto del primo, dal secondo comizio, previsto all’arrivo del corteo alla Darsena, mi sono volentieri auto-esonerato , tornandomene a casa. In sostanza i cttadini milanesi hanno fatto un “figurone”, frutto di civiltà, dignità e buona educazione. Hanno ben rappresentato la città e la cittadinanza tutta, mentre il sindaco ha tentato al massimo di rappresentare se stesso, con scarso esito.



   

 

 

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