Imola, vita difficile per i disabili tra maleducazione e barriere architettoniche

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Lettera a Imola Oggi

Sono Marta Pellizzi, una studentessa dell’Università degli Studi di Ferrara che vive a Imola e che ha una disabilità visiva. Ho già scritto molte volte ai giornali, all’amministrazione comunale e a chi si occupa del problema delle barriere architettoniche in città senza che ci siano stati dei provvedimenti alle segnalazioni già fatte da me o da chi come me ha una qualche disabilità.

Nuovamente parlo per me e per chi ha vita difficile in questa città, tra maleducati e barriere architettoniche. Qual è il problema? Sempre lo stesso: l’indifferenza di tutti. Il fatto è che noi persone con una qualche disabilità dobbiamo rinunciare alla nostra autonomia perché – per varie motivazioni – non possiamo uscire da soli senza che succeda qualcosa. Ci destreggiamo tra auto, bici, marciapiedi con buche e postini che consegnano la posta senza nemmeno scendere dal motorino. Se tutto questo non ci fosse io potrei benissimo uscire in autonomia senza aver paura di essere investita da qualche motorino sul marciapiede o senza prendere qualche storta per via delle buche. Invece, devo sempre farmi accompagnare per evitare pali e persone in bicicletta che – oltretutto – nei giorni di mercato, pedalano indisturbati tra la gente rischiando così di fare male a chi non vede o a mamme con i passeggini o persone in carrozzina.

Sono delusa da questa indifferenza e dalla mancanza di posizione o presa di coscienza dell’amministrazione che pensa a ornare le rotonde di fiori e piante ma non pensa di rifare i marciapiedi ove necessario.

Prendiamo ad esempio la pista ciclabile che è stata fatta non molto tempo fa, quella che proviene dal centro e porta alla piscina. Quella pista ciclabile (che a me non pare tale) non è accessibile per via delle buche e, inoltre, non ha molta utilità in quanto le bici nemmeno ci passano.

Prendiamo poi via Guicciardini, anche lì, buche a non finire e questi sono soli alcuni esempi. Nessuno rende questa città accessibile, nessuno porta avanti azioni concrete e tutti si limitano a dare risposte che a me o ad altri servono a poco. C’è scarso interesse verso un problema così importante che coinvolte una gran fetta della cittadinanza e io sono stufa di rinunciare a camminare tranquillamente per via dei mille pericoli.

Chiedo maggiore interesse, impegno e azioni concrete che vadano a tappare i buchi di questa città. Chiedo maggiore coinvolgimento di noi persone con disabilità per poter discutere insieme di ciò che non funziona. Siamo noi i primi interessati e come tali dovremmo avere un ruolo per attuare delle migliorie che potrebbero rendere la vita più facile a molti.

Le barriere architettoniche non sono un problema di sfondo: interessa a tutti muoversi in autonomia e sicurezza per le strade. Inoltre, Imola si impoverisce sempre di più. Le persone con disabilità sono spesso lasciate da sole alle loro mille difficoltà. Mancano progetti che mirino a supportare le famiglie dei giovani con disabilità e le stesse persone con disabilità. Lo sport, il lavoro, la vita indipendente: nulla di nulla. Carenza assoluta dei giovani e di progetti che trattino le tematiche citate. Inoltre, ogni minima iniziativa viene poi mandata in malora per l’assenza di supporto economico, sostegno.

Parliamoci chiaro: ogni iniziativa e aspirazione qui a Imola cade fin dal principio. Io, come altri miei coetanei, avremmo mille idee per poter fare qualcosa di nuono in questa città, ma nessuno ci aiuterebbe. Ad esempio perché non fare un bar o un ristorante gestito autonomamente da noi giovani con disabilità? A Bologna è stato fatto e in altre città d’Italia la lotta alla disoccupazione delle persone con disabilità è iniziata proprio a partire da idee come questa. Basterebbe maggiore coinvolgimento e qualcosa di concreto si tirerebbe fuori.

Spero di avere risposte, risposte concrete per il miglioramento della qualità di vita delle persone con disabilità. Non vogliamo più parole, ma proposte che possano essere opportunità tangibili. Grazie.

Marta



   

 

 

1 Commento per “Imola, vita difficile per i disabili tra maleducazione e barriere architettoniche”

  1. Ad Imola, si rubano molti soldi ai cittadini con le multe ai semafori, che strade seguono quei soldi, la metà dovrebbe servire per riparare le strade, o invece servono tutti per gli stipendi dei dipendenti pubblici fannulloni?

Commenti chiusi

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