Il sedicente Stato islamico pubblica la guida in inglese per trasferirsi nel Califfato

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Il sedicente Stato islamico (Is) ha pubblicato una guida dettagliata per gli stranieri che vogliono partire per la Siria e trasferirsi nei territori sotto il suo controllo. Con la sua grafica colorata e ammiccante, il manuale in lingua inglese di 50 pagine, intitolato Hijrah (Egira in italiano, cioé il trasferimento dei primi devoti musulmani e del loro capo Maometto dalla Mecca a Medina) si rivolge soprattutto a giovani aspiranti jihadisti.

Contiene informazioni su case sicure e strade da percorrere per arrivare a destinazione, ma anche cosa portare con sé e alcuni contatti utili. Il sottotitolo dell’e-book, che ricorda quello delle guide turistiche, è piuttosto chiaro: “Cosa mettere in valigia, chi contattare, dove andare, storie e tanto altro”.

La guida sostiene innanzitutto che si può fare tranquillamente tappa in Turchia, dove i militanti dell’Is “possono vivere in pace perché il paese ha paura delle azioni di rappresaglia“, e possono poi facilmente attraversare il confine con la Siria. In una sezione del manuale dedicata alle testimonianze, un sedicente jihadista britannico racconta che i soldati turchi lo avrebbero lasciato entrare senza problemi in Siria insieme ad alcuni compagni.

Gli autori chiariscono tuttavia che non bisogna considerare “amici dello Stato islamico” gli agenti dell’intelligence turca, in quanto Ankara ha solo “chiuso un occhio” sulle attività dell’Is per convenienza.

Si passa poi a indicare cosa è utile portare con sé. La guida elenca in particolare batterie solari, protezioni per ginocchia e gomiti, biancheria, binocoli, attrezzatura per arrampicarsi e utensili da campeggio. Per quanto riguarda i documenti di identità, si spiega che gli aspiranti jihadisti, una volta entrati in Turchia, ne ottengono di falsi.

Un intero capitolo è dedicato alle donne, alle quali si consiglia di rivolgersi a un fantomatico Ufficio di frontiera dello Stato islamico. Valgono invece per tutti le informazioni su come comportarsi in caso di controlli o domande da parte delle autorità turche. Si indicano, ad esempio, le attrazioni che bisogna dire di voler visitare in Turchia, per non apparire impreparati e destare quindi sospetti.

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