“L’Oriana” fra giornalismo e passioni, in tv e al cinema la vita della giornalista

 

La Fiction andrà in onda su Rai1 il 16 e 17 febbraio, ma domani e dopodomani sarà ‘anticipata’ sul grande schermo in una versione più breve. La protagonista Vittoria Puccini: “Mi sono ispirata al suo coraggio”. Il regista Marco Turco: “Se fosse stata ancora viva ci avrebbe massacrato. Ma avrebbe riconosciuto la nostra passione” (Video)

Roma, 2 feb. (AdnKronos) – Oriana Fallaci con il suo coraggio, le sue passioni, la sua forza. Ma anche Oriana Fallaci donna innamorata, amante e tradita, mancata madre. C’è tutto questo nella fiction ‘L’Oriana’, che andrà in onda lunedì 16 e martedì 17 febbraio in prima serata su Rai1 (Guarda il video). Prodotto da Domenico Procacci per Fandango Tv con Rai Fiction e diretto da Marco Turco, sarà inoltre trasmessa in anteprima in una versione cinematografica, più breve, in 60 sale domani e dopodomani. “Questo è il primo vero lavoro che facciamo per la tv”, ha sottolineato Procacci aggiungendo: “Avevamo acquistato i diritti del libro ‘Un uomo’, ho conosciuto il nipote di Oriana e da lì è nata l’idea di lavorare sulla sua storia”.

“Perché abbiamo voluto raccontare la Fallaci? Perché è stata un testimone fuori schema del nostro tempo, dalla Seconda guerra mondiale alle Torri gemelle – ha detto in conferenza stampa Tinny Andreatta, direttore di Rai Fiction – Perché è la storia di una donna che crede nella forza del femminile e la rivendica. Una professionista che nel giornalismo e nella scrittura ha raggiunto i massimi livelli. Che affronta la vita e ha coraggio, senza ipocrisie e viltà. Perché svolge un lavoro, in questo caso l’inviato, e ne sente la responsabilità individuale e collettiva. Il servizio pubblico deve raccontare i ‘solisti’ coerenti e coraggiosi che escono dal coro”.

“Era complesso affrontare questa biografia. La vita non è un insieme di tasselli, quindi bisognava trovare una chiave generale del racconto – sottolinea Andreatta – La grande vocazione della Fallaci era quella della scrittura. Ma sempre giovanissima, all’epoca della guerra, viene fuori l’altro aspetto del suo carattere che è quello che gli sceneggiatori hanno privilegiato per scegliere cosa raccontare: il suo essere una grande combattente. A 14 anni Oriana fa la staffetta partigiana, sperimenta il dolore della guerra, il coraggio di chi combatte la tirannia ed è disposto a morire. La sua è la vita di una solitaria guerrigliera, di una donna che ha sempre combattuto. Fino alla sua ultima lotta, quella contro il cancro. E anche allora non si è arresa”.

La storia parte da uno degli ultimi ritorni in Italia della giornalista e scrittrice scomparsa nel 2006, in cui decide di rimettere ordine tra i materiali giornalistici e fotografici stratificatisi per anni nell’antica casa di famiglia, nella campagna toscana. Per farlo si rivolge all’università di Firenze, che le manda una aspirante giornalista, di nome Lisa (interpretata da Francesca Agostini). All’interno di questo confronto tra donne di due generazioni così lontane e di opposto temperamento, si snoda, tappa dopo tappa, il racconto e insieme la riflessione sull’essere giornalista di una delle più famose reporter del mondo. Ci sono gli anni del Fascismo, l’assunzione a ‘L’Europeo’, il giro del mondo per scrivere della condizione delle donne, la guerra in Vietnam.

“È stato girato nei posti veri, in Vietnam, in Grecia, oltre che in Italia. Gli interni sono estremamente veri”, ha detto ancora Andreatta che sulla scelta di Vittoria Puccini per il ruolo di Oriana ha aggiunto: “Volevamo un’attrice giovane capace di interpretare un ruolo del genere, un personaggio così profondo”. “E’ stata una sfida sin dall’inizio interpretare questo ruolo – ha esordito l’attrice che interpreta la giornalista – ma mi sono ispirata proprio al suo coraggio, in un certo senso mi sono buttata ed è stata un’esperienza meravigliosa”.

“Ho letto i suoi libri, ho studiato la sua vita, la sua biografia, ho visto i video su Youtube, le sue interviste – ha aggiunto la Puccini – quando ho iniziato a studiarla mi ha fatto pensare a un Forrest Gump al femminile, anche se lui inciampava negli eventi e lei se li andava a cercare . Mi sembrava interessante unire vita pubblica e vita privata. Ho cercato di andare a fondo, perché ci sono aspetti di lei che non si conoscono. Era una donna di contraddizioni estreme. C’è chi la ama e c’è chi la odia. Marco Turco è riuscito a raccontarla senza dare un giudizio su di lei”.

ORIANA

Una buona parte del film è dedicata all’incontro e alla relazione che la Fallaci ebbe con Alekos Panagulis, simbolo della resistenza contro il regime dei Colonnelli in Grecia, che lei andò a intervistare nell’agosto del 1973, all’indomani della sua liberazione dopo anni di carcere. Si innamorano, diventano inseparabili. “Ciò che sapevo di lui era stato filtrato da Oriana attraverso il libro ‘Un uomo, che ho riletto con molta cura, con un’attenzione maniacale – dice Vinicio Marchioni che nel film interpreta Panagulis – ho scoperto un uomo che dentro di sé ne aveva altri dieci. Era talmente anarchico, rivoluzionario, infiammato di vita e di morte. Mi ha fatto sorridere che sia stato in grado di fare un attentato senza mezzi, con 10 metri di miccia. Era matto, ma di una pazzia che sfiora una follia data dall’inseguire in maniera maniacale gli ideali di libertà”. “Secondo me Alekos e Oriana si amavano già prima di incontrarsi: lui conosceva il suo lavoro e lei sapeva ciò che faceva. Nessuno dei due si sarebbe potuto innamorare di un impiegato…”, conclude l’attore.

Oriana Fallaci però non voleva essere rappresentata né che i suoi libri fossero rappresentati. Cosa avrebbe detto di questo film? “Credo che ci avrebbe massacrato. Sapevo che era un’impresa difficilissima… Credo però che lei avrebbe riconosciuto la nostra passione”, ha detto Turco ricordando le “condizioni difficili in cui spesso abbiamo lavorato” e di essere stati “la prima troupe a girare in Vietnam la guerra del Vietnam”. “Se fosse ancora viva, sarei terrorizzata al pensiero che vedesse il film. Ma mi sono ispirata al suo coraggio. Comunque ho cercato di rispettarla e di essere rispettosa… magari mi avrebbe rispettata anche lei. Ho cercato di interpretarla senza imitarla”, ha sottolineato dal canto suo la Puccini. “Lei rivendicava il suo diritto di essere parziale. Noi ci siamo arrogati lo stesso diritto – ha aggiunto Andreatta – Avrebbe reagito con rabbia, ma sarebbe stata orgogliosa di quanto abbiamo fatto”.

“E’ stato complicato capire la persona. Quando abbiamo iniziato a leggere ci siamo accorti che non la conoscevamo, che avevamo molti pregiudizi – ha sottolineato Sandro Petraglia, uno dei due sceneggiatori – Abbiamo scoperto una persona molto complessa, molto libera. Era una persona furibonda, con grandi rabbie ma anche ironica. Da qui è nata l’idea di raccontarla un po’ più da dentro. Abbiamo sdoppiato il personaggio, Oriana giovane e l’ultima Oriana, che ritiene che l’Islam minacci i valori dell’Occidente”. “In passato ci eravamo già confrontati con ‘eretici’, come Don Milani e Perlasca – ha detto lo sceneggiatore Stefano Rulli – che sono i più affascinanti da raccontare. Della Fallaci ci è piaciuto raccontare il suo modo di essere giornalista”. LIBERO



   

 

 

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