Terrorismo islamico, Massolo (Dis): situazione assai preoccupante se non di allarme

MASSOLO

 

Dopo le stragi in Francia e la nuova tendenza del terrorismo di stampo jihadista di “pulviscolarizzarsi” con l’utilizzo di cellule isolate autoformate “la situazione è assai preoccupante, se non di allarme”. Lo ha detto, intervenendo a un incontro alla Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale) il direttore generale del Dis (Dipartimento informazioni per la sicurezza), Giampiero Massolo.

Massolo ha sottolineato più volte che “non ci sono soluzioni semplici né di breve periodo”, e che “solo entrando in una logica di sicurezza condivisa si può uscire” dall’attuale periodo di crisi, e “se ci riusciremo, lo faremo lentamente”. Secondo Massolo, nelle nuove norme in preparazione “nei prossimi giorni o settimane sono compresi allargamenti del perimetro giuridico” entro cui può muoversi l’intelligence italiana dopo la legge 124 del 2007 “che renderanno più facile operare”.

La minaccia jihadista fa registrare “un chiaro innalzamento del livello di minaccia”, ragiona Massolo, non tanto per la volontà del Califfato di imporre la shariah o ottenere la leadership nel mondo islamico, “tutto sommato è una cosa che si ripete negli anni”, quando per una serie di fattori, come l’adozione di una sorta di “microfranchising del terrore jihadista, un pulviscolo estremamente difficile da detectare ma molto efficace nell’azione”.

Che fare dunque? “rendere più coeso e coordinato il lavoro delle intelligence nazionali; una costante sinergia con le forze di polizia; una integrazione del comparto intelligence nelle amministrazioni più direttamente interessate al settore sicurezza”. E una “cooperazione internazionale tra intelligence”, fermo restando che “non ci sarà mai una intelligence unica europea, è illusorio”.

Adnkronos



   

 

 

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