Truffa Made in Bel Paese

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di Marco Vannucci

Per chi non lo sapesse giace, presso il tribunale di Roma dal primo agosto dello scorso anno, una denuncia presentata dall’avvocato Carlo Taormina contro Renzi Matteo di Firenze. Nella denuncia possiamo leggere che è stata depositata per peculato, riciclaggio e corruzione, chiamando in causa l’attuale premier con i suoi più stretti collaboratori: Giovanni Palumbo e Marco Carrai. Non solo Chil Post, quindi, dove i 300mila euro versati dalla Fidi Toscana a favore della ditta della famiglia Renzi impallidiscono di fronte ai 16,5 milioni di euro citati nella denuncia stessa.

Drammaticamente non ne parla nessuno né a destra e né, tantomeno, a sinistra. Così va, in Italia, fatti i cazzi tuoi secondo il pensiero di Razzi. Che ha ragione, ben inteso, Razzi intendo. Memorabile la registrazione rubata a Montecitorio: amico mio, fatti i cazzi tuoi, qui lo buttano in culo a tutti e senza vaselina. Meraviglioso francesismo per descrivere una situazione sotto gli occhi di tutti ma che a tutti giova, almeno a quasi tutti e pace sia.

Mi chiedo quanto ancora dovrà giacere, la denuncia, presso il tribunale romano eppure -cifre-dati e fatti- sono dettagliati e dovrebbero avere un riscontro immediato. Almeno, in un Paese serio, si fa così. Ma il nostro, si può dire un Paese serio? Purtroppo è un Paese colluso, con questa premessa m’attendo che, la denuncia, finirà in una bolla di sapone.

Guardiamola nei dettagli prima che passi nel dimenticatoio: Florence Multimedia, 9 milioni di euro per promuovere la Leopolda e l’immagine del Renzi Matteo; Genio Fiorentino srl, 7,5 milioni di euro per idem promozione. Sono tanti soldi, troppi. Scavando tra le righe della denuncia salta agli occhi tre nomi importanti: Renzi Matteo, attuale premier; Giovanni Palumbo, promosso a capo segreteria di Palazzo Chigi e Marco Carrai, l’affittuario della casa fiorentina in Via Alfani 8 dove Renzi prese la residenza, presidente dell’aeroporto di Peretola con tanto di progetto per una nuova pista approvata in fretta e furia.

Ripeto la domanda: perché nessuno ne parla?

Spendo due parole in più sulla casa di Via Alfani. Renzi Matteo, dirigente dell’azienda di famiglia ed il come ben sappiamo il perchè, pur possedendo una villa a Pontassieve (intestata a chi?), prende la residenza nella famigerata casa con affitto gratuito. Vista così parrebbe una notizia di poco conto ma chi scrive, ahimè, ne ha viste tante e pensa male. Fa così chi ha un’azienda in fallimento, la Chil Post lo era, per sottrarsi alla scure del fisco ed ufficiali giudiziari atti a pignorare i beni, si cambia residenza dove niente è tuo e chi s’è visto, s’è visto.

Così funziona, in Italia. Così Funziona la svolta buona? No, la svolta malandrina. Nel frattempo attendo che la denuncia, presentata dall’avvocato Taormina, salta fuori. Contemporaneamente attendo di capire la destra che fa, racchiusa in un silenzio colpevole che sa solo di assenso. Una vergogna per tutti noi che continuiamo a credere, ultimi romantici ed un po’ coglioni, in un Paese migliore.



   

 

 

3 Commenti per “Truffa Made in Bel Paese”

  1. la giustizia è velocissimo solo con Berlusconi ,con i Kompagni lumaca o sparisce nel nulla

  2. Renzi si usa la politica per i suoi fini personali,bel boy-scout del cavolo!!

  3. se vi avanza qualcosa dovrei pagare due bollette scadute

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