Russia: super rialzo dei tassi da 10,5 a 17%. Questa è una Guerra

rublo

 

16 DIC – La Banca centrale russa alza di nuovo il tasso di riferimento, stavolta di ben 6,5 punti: dal 10,5% al 17%. La mossa punta a frenare il crollo del rublo (che ieri ha perso un altro 10% del suo valore su euro e dollaro), sullo sfondo delle sanzioni occidentali per la crisi ucraina e del calo del petrolio.

“La decisione – spiega l’istituto – ha l’obiettivo di limitare il considerevole deprezzamento del rublo”. La Banca centrale aveva già ritoccato giovedì il tasso d’un punto: dal 9,5 al 10,5%.

I conflitti non sono fatte solo di missili e di svolazzi. Qualcuno ha di fatto dichiarato guerra alla Russia, nonchè all’Europa. La recessione della Russia infatti si ripercuoterà inevitabilmente anche su Germania, Italia e Spagna.



   

 

 

3 Commenti per “Russia: super rialzo dei tassi da 10,5 a 17%. Questa è una Guerra”

  1. I nostri sgovernanti apprendisti stregoni continuano a non capire i danni che di costano aver dato retta alla Merdel e al presidente mussulmano USA.

  2. “ImolaOggi” scrive: « Qualcuno ha di fatto dichiarato guerra alla Russia, nonchè all’Europa…»
    “Nonché all’Europa”? Tale postilla mi appare impropria.

    Difatti, posto che ad avere dichiarato guerra alla Russia sono stati i banksters della City di Londra e di Wall Sreet – supportati dalla Germania e dalle quinte colonne russe (Eltsin-friendly) operanti nella Banca Centrale della Russia e nei Ministeri economici per scalzare Putin dalla Presidenza – ne consegue che ad avere dichiarato guerra alla Russia è stata anche l’Europa predatrice dei plutocrati.

    Presto, però, potrebbero eserci sconvolgenti novità.

    Come, ad esempio, quelle della nazionalizzazione della Banca Centrale della Russia e della messa in stato d’accusa di Elvira Nabiullina (= il capo della CBR sospettata di prendere ordini da Londra e Washington onde contribuire a destabilizzare il rublo.)

  3. E tutto questo per il semplice motivo che gli USA vogliono vendere il loro gas di sisto all’Europa ( il gas di sisto, si ricava dalle profondità della terra, appunto in una zona di rocce porose dette appunto sisti, e per farlo, bombardano per frantumarle pio iniettano nel sottosuolo dell’anticongelante per portare in superficie il gas metano Questo avviene ad una profondità considerevole, pertanto, molto dell’anti congelante rimane nel suolo, con notevole inquinamento dello stesso e pure di falde acquifere, poi il metno viene liquefatto, ( gli usa non possono esportare prodotti petroliferi naturali, ma, essendo liquefatto NON è più naturale, oltre per estrarlo i costi sono molto alti, e pertanto non gli conviene commercializzarli nel loro territorio , ma vendendoli all’europa a costi ( agli USA consoni ) , ecco che hanno risolto il problema, costi quello che costi

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